Due donne nella nuova giunta di Assisi, le ha nominate il sindaco

due-donne-giuntaIl Sindaco Claudio Ricci ha proceduto, nel pomeriggio, in assonanza con approfondite riflessioni (unitamente ai Consiglieri Comunali e ai quadri politici) alla nomina di due Assessori donna (nel pieno rispetto dell’ultimo decreto Graziano Del Rio che prevede il 40% di “quote rosa” e, quindi, 2 Assessori sui 5 previsti).

Si tratta di due figure con elevate qualità professionali e doti socio relazionali, che per la prima volta andranno a svolgere il ruolo di Assessore apportando “un rinnovato slancio in linea con la dovuta continuità amministrativa”.

Sono state nominate Assessori: l’Avvocato Monia Falaschi (residente in Capodacqua d’Assisi) e l’Architetto Serena Morosi (residente in Tordibetto d’Assisi) che andranno a ricoprire, rispettivamente, le deleghe afferenti all’Urbanistica (tranne il Piano Regolatore Generale, la cui delega rimarrà in capo al Sindaco) e la filiera istruzione, cultura, sport e sociale.

Sempre nel pomeriggio il Sindaco ha nominato il Vice Sindaco nella figura dell’Architetto Antonio Lunghi (riconfermato) a cui andranno le deleghe afferenti al bilancio e politiche fiscali (aspetti in questo momento fondamentali e decisivi, anche per il quadro generale organizzativo), le società partecipate, il patrimonio e i Siti religiosi e francescani (con queste tre nomine la Giunta é già ricostituita, in tempi brevi come programmato).

Il Sindaco Claudio Ricci ha voluto sottolineare che, nella mattinata di domani, si completerà il quadro delle nomine (con altri due Assessori, già contattati, ma che per motivi socio professionali saranno reperibili da domani) ringraziando anticipatamente, e ciò verrà fatto compiutamente domani, coloro che dovranno uscire dalla Giunta: tutti hanno svolto un encomiabile e, oggettivamente molto qualificato, lavoro per la città di Assisi (il Sindaco “non abbandonerà nessuno” e, anzi, continuerà nelle sedi opportune a sostenere la legittimità delle nomine fatte nel 2011, momento in cui “non esisteva la legge sulle quote rosa” e lo Statuto del Comune “non le prevedeva come obbligo”).

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