Donna uccisa a Città di Castello, una vita senza ombre

La pista che in queste ore viene passata al setaccio è, comunque, quella del delitto familiare

Donna uccisa a Città di Castello, una vita senza ombre

Donna uccisa a Città di Castello, una vita senza ombre

E’ stato il figlio minore a trovare la 55enne in una pozza di sangue. Lui stesso avrebbe detto agli inquirenti di avere sentito la madre urlare di essere sceso incucina e di averla vista colpirsi al collo con il coltello. “Ho provato a fermarla, ma non ce l’ho fatta. Mi sono messo paura e sono tornato in camera mia. Poi ho chiamato mio padre”. Sarebbero queste del dichiarazioni di Federico Bigotti che ha dato ai carabinieri e ai magistrati che lo hanno condotto in caserma dopo la morte della madre Anna Maria Cencerini, deceduta per delle coltellate lunedì mattina nella sua casa. La 55enne è stata colpita da almeno otto coltellate tra l’addome e il collo.

A dare l’allarme proprio il figlio che l’ha trovata, chiamando prima il padre che era al lavoro in un’azienda metalmeccanica in cui è impiegato anche l’altro figlio. I due si sarebbero messi in auto alla volta della casa familiare e solo una volta arrivati avrebbero chiamato il 118. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Su questo nuovo ennesimo fatto di sangue che stravolge l’Umbria stanno indagando i carabinieri di Città di Castello insieme a quelli del reparto operativo di Perugia. Nessuna ipotesi viene esclusa, anche quella del suicidio.

Potrebbe trattarsi anche di delitto familiare ed proprio per questo motivo che il marito e i due figli sono stati portati in caserma per essere sentiti dai militari e dai magistrati di turno, Carmen D’Onofrio e il procuratore aggiunto Antonella Duchini.

La pista che in queste ore viene passata al setaccio è, comunque, quella del delitto familiare.

Ma la vita di Anna Maria era una vita senza ombre, riportano alcuni quotidiani locali. Una giovane nonna dedita alla famiglia e al nipotino. Madre e moglie irreprensibile, nonna affettuosa che stravedeva per il nipote. Anna Maria era un’ex dipendente diun’azienda che realizza misuratori del gas. Aveva lavorato per anni fin quando, a causa di problemi di salute, si era ritirata in pensione dedicandosi anima e corpo alla famiglia. Con il marito e il figlio minore era andata a vivere a Varesina, frazione tifernate. Nessun problema nella vita serena di una donna dai modi gentili.

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