Degrado o decoro, questo è il dilemma a Perugia, “ora come ora…”

Degrado o decoro, questo è il dilemma a Perugia, "ora come ora…"
Degrado a Perugia
giampiero TAMBURI
Giampiero Tamburi – Realtà Popolare

da Giampiero Tambri (Realtà Popolare)
Degrado o decoro, questo è il dilemma a Perugia, “ora come ora…”…va di moda, fa tendenza, quando si parla di “polmoni verdi” a Perugia, tirare in ballo i cittadini e la responsabilità che essi hanno, sullo stato indecoroso in cui versano i medesimi. Solo che chi si esprime in questi termini lo fa o perché non ha compreso fino in fondo la questione, o fa finta di non comprendere, che cosa significa e che differenza c’è tra decoro e degrado o perché “ciurla nel manico” attribuendo, implicitamente, meriti, colpe e colpetti a chi considera parte avversa nelle questioni politiche (e questa si che è vera polemica strumentale).

Degrado o decoro

Il cittadino sa benissimo quali dovrebbero essere i comportamenti responsabili da adottare in questi rapporti con il prossimo, per quanto riguarda l’utilizzo dei beni pubblici. Il cittadino, eziandio, è sensibilizzato e non poco su queste problematiche ma, come in ogni comunità che esiste su questa faccia della terra, non al cento per cento tutti si comportano bene e pensare che si possa raggiungere un traguardo del genere significa solo negare l’evidenza dei fatti ed aspettarsi un mondo utopico che non si realizzerà mai. Da una pretesa del genere non ci si può aspettare altro che sterilità. Bisogna sempre stare con i “piedi per terra” e comprendere tutti gli aspetti del problema. E comprendere gli aspetti del problema vuol dire cosa significano “decoro” e “degrado”.

Quando si parla di cestini colmi maleodoranti, di erbacce alte che deturpano gli spazi, di piante non custodite e non potate che arrivano a cascare a terra perché prive di radici, di escrementi animali e non solo, sparsi lungo i viali e cose del genere, allora si parla di “decoro”.

Quando, invece, parliamo di spazi verdi “attrezzati” con impianti sportivi inagibili, piste da ballo o da pattinaggio impraticabili, castelli e strutture, tipo altalene, per far giocare i nostri giovani che arrivano, per le condizioni in cui si trovano, ad essere “pericolosi” nel vero senso della parola, staccionate che marciscono, rendendosi pericolose solo per chi ci si appoggia, arredi tipo panchine e tavoli ridotti a legna da ardere perché da mai hanno avuto una adeguata manutenzione e cose del genere, allora parliamo di “degrado”.

Per quanto riguarda il decoro il nostro Comune ha provato a “scaricare” la questione alle Associazioni dei cittadini con delle convenzioni che in definitiva si sono rese del tutto inefficienti ed insufficienti. Invece, per quanto riguarda il degrado, non ha minimamente, fino ad ora, alzato un dito per sanare questo increscioso stato in cui versano gli impianti esistenti. Addirittura evitano anche di parlarne di “degrado” e di ciò a cui spetterebbe esclusivamente alle nostre amministrazioni comunali rendere efficiente. Allora non parliamo solo di colpe e di sensibilizzazione dei cittadini ma, oggettivamente, “diamo a Cesare quello che è di Cesare”.

Giampiero Tamburi

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