Cremano un corpo di una donna, al posto di un’altra e il figlio attende giustizia da anni

TERNI – La storia che vi stiamo per raccontare è atroce e al tempo stesso assurda. Il contatto, prima lo riceviamo per via telefonica dalla Romania, poi comincia l’invio di mail. Chi ci scrive, che ora vive con grandi difficoltà. in terra romena, è il signor Massimo Collemaggio che sono anni che attende giustizia. “A Terni – scrive mi rubano la mamma dal cimitero e la trasportano a Perugia, la cremano e per la giustizia italiana è tutto ok”. Massimo già nel 2011 aveva scritto ai giornali e ora ci riprova. “Io sono a casa aspetto un fornetto libero – prosegue – per tumulare la mamma, sono tranquillo perché la salma è in consegna al cimitero nella camera mortuaria”. A questo punto della mail Collemaggio dice che il destino della sua povera madre l’ha “deciso” un autista. “Prende una salma per cremarla al posto di un’altra? – si domanda – Prende la prima bara che trova senza leggere il nominativo inchiodato sul coperchio della cassa….per i giudici è tutto ok”. Collemaggio poi comincia a fare nomi e nel suo mirino finisce l’agenzia funebre di Terni, il Comune che “era responsabile della salma depositata all’interno del cimitero”. Non basta Terni, ma ci mette anche Perugia dove la salma della mamma è stata cremata. Dice anche che: “Ancora una volta si mette al forno una cassa senza che nessuno controlli chi è, né il nome sui documenti e sulla cassa da morto”. Poi se la prende con la giustizia e parla di otto anni in cui ci sarebbero state sentenze di primo e secondo grado. Stigmatizza il fatto che non sia stato dato alcun risarcimento né al coniuge suo padre) e neanche ai figli della sventurata signora. “E’ questa la nostra giustizia Italiana? – domanda ancora Collemaggio – Il risarcimento certo non metterebbe fine al mio dolore, ma neanche resterebbero impuniti i malfattori, e terrei fede alla promessa fatta a mio padre di lottare per trovare un colpevole. Promessa fatta al momento della sua morte”. Massimo Collemaggio si sente vittima di un complotto e si chiede se ad essere stata cremata fosse tata la mamma di un qualche giudice, se le cose sarebbero andate allo stesso modo. Già nel 2009 Ternimagazine parlava della vicenda. “Sono cinque i procedimenti di risarcimento dei danni intentati sia al Tribunale di Terni che a quello di Perugia dai parenti della donna che nel marzo del 2007 venne cremata per errore.  Una richiesta che ammonta a circa 500 mila euro. Si svolgerà il 9 febbraio 2010, presso il Tribunale civile Terni un processo che vede il Comune chiamato a risarcire una famiglia vittima di una assurda vicenda: lo scambio di una salma al civico cimitero, salma che è stata cremata a posto di un’altra, niente meno che a Perugina. Ma ecco l’incredibile vicenda raccontata dal figlio della persona scomparsa, che ci ha scritto dalla Romania: “Mi chiamo Massimo Collemaggio nato a Terni il 04/04/1953 da Giuseppa Sisalli in Collemaggio, (nella foto) . Vivo da 19 anni in romania a Brasov, dove gestisco una società di trasporto salme alivello internazionale, ossia rientro deceduti italiani in patria italiana il colmo della beffa, del dolore, e della sfortuna. Sono infatti vittima di un caso assurdo consumatosi a Terni e dimenticato da 3 anni. il 9 marzo del 2007 in Ospedale a terni, muore mia mamma, rientro in Italia si svolgono i funerali: prima sorpresa dopo 5 anni che i miei genitori avevano pagato 2 fornetti al cimitero ancora non erano stati costruiti, ma non ci scandaliziamo e un classico della nostrta società e di quello che avviene a Terni. Ora inizia la storia: d’accordo con iresponsabili del cimitero lasciamo la salma in custodia per 2/3 giorni in attesa di un loculo, provvisorio in attesa che vengano costruiti i nostri di propietà.Nella camera mortuaria di Terni, al cimitero, dopo circa 30 ore la salma di mia madre non cera più. Habbiamo chiamato i carabinieri e dopo le prike indagini sappiamo che una ditta di pompe funebri di Terni l’ha caricata e trasportata a Perugia e cremata, anche se io non credo cremata, ma liquefatta, sia la bara corredata di targhetta con nome, e internamente rivestita di zinco sigillata. Uno choc tremendo per tutta la famiglia, potete immaginare. Il colmo raggiunge alti livelli se pensiamo che a caricare la mamma sull’auto funebre essendo solo l’autista li aiuta il custode del cimitero, impossibile che una amministratore cimiteriale lasci uscire una salma con documenti di un’altra altra, che una ditta trasporti una salma con documenti di un’altra, che un crematorio brucia una salma con documenti di un’altra altra persona. A chi porto io i fiori? non posso piu scrivere sto piangendo mi scusi……”Abbiamo iniziato la causa civile – spiega l’avvocato Roberto Spoldi che patrocina gli interessi del figlio della defunta – dopo che non sono andati a buon fine i nostri tentativi di conciliazione.Siamo andati perfino nel salotto di Mi manda Rai3. Il Comune, per bocca dell’allora assessore Alberto Pileri presente in studio con noi, si è scusato con la famiglia davanti alle telecamere ma non ha mai proposto né accettato il risarcimento, limitandosi a segnalare il fatto alla compagnia assicuratrice del Comune.”

Non basta, ci siamo presi la briga di cercare ancora e abbiamo trovato un altro scritto su google.docs e riporta la data del 2011. […Torna alla ribalta della cronaca ternana la vicenda della salma di una povera donna scambiata al cimitero di Terni e cremata a posto di un’altra in quello di Perugia. È stata emessa, infatti, la sentenza dal Tribunale di Terni. Il giudice non riconosce il risarcimento​ (ne per figli, ne per il marito Renato, nel frattempo morto dal dolore) per il fatto accaduto. “Ora”, scrive il figlio che vive in Romania, “mi resta solo di lottare per il ricorso, sono già trascorsi 4 anni”. Un nuovo accorato appello da Massimo Collemaggio , il ternano 57enne che ha visto sparire, per un tragico errore, la salma della madre, Giuseppina Sisalli, dal cimitero di Terni per essere cremata a Perugia. “Vivo da 19 anni in Romania a Brasov”, scrive Collemaggio, “dove gestisco una società di trasporto salme internazionale, ossia rientro deceduti italiani in patria; il colmo della beffa, del dolore, e della sfortuna. Sono infatti vittima di un caso assurdo consumatosi a Terni e dimenticato da 4 anni. Il 9 marzo del 2007 in Ospedale a Terni, muore mia mamma; rientro in Italia, si svolgono i funerali, prima sorpresa:, dopo 5 anni che i miei genitori avevano pagato 2 fornetti al cimitero, ancora non erano stati costruiti; ma non ci scandalizziamo, è un classico della nostra società e di quello che avviene a Terni. Ora inizia la storia: d’accordo con i responsabili del cimitero lasciamo la salma in custodia nella camera mortuaria (del cimitero) per 2/3 giorni in attesa di un loculo provvisorio, e che vengano costruiti i nostri di propietà. Dopo circa 30 ore, la salma di mia madre non c’era più. Abbiamo chiamato i carabinieri e dopo le prime indagini sappiamo che una ditta di pompe funebri di Terni l’ha caricata, trasportata a Perugia e cremata, anche se io non credo cremata, ma liquefatta; anche la bara cioè, corredata di targhetta con nome, e internamente rivestita di zinco sigillata, (il corpo della mamma in una pentola a pressione, temperatura enorme senza fuoco ). Uno choc tremendo per tutta la famiglia, potete immaginare. Il colmo raggiunge alti livelli se pensiamo che a caricare la mamma sull’auto funebre, essendo l’autista della ditta solo, li aiuta il custode, del cimitero. Possibile che un amministratore cimiteriale lasci uscire una salma con documenti di un’altra?​ che una ditta, trasporti una salma con documenti di un’altra!? che un crematorio, bruci una salma con documenti di un’altra persona? E, la beffa ancora continua con la sentenza definitiva emessa dal tribunale. La legge e uguale per tutti? A chi porto io i fiori?” questi sono i fatti in riassunto, ma ci sono ancora 100 sfaccetature incredibili , per esempio che: alla cremazione di mia mamma, assistevano i figli dell’altra donna che voleva essere cremata, ecc ecc. Fiducioso che vi colpirà il dolore per una mamma, vi ringrazio. Non solo ho perso il processo (sono il figlio), ma devo pagarmi anche i due avvocati: uno di papà, che nel frattempo è morto di dolore; e il mio, che devo fargli un pagamento a rate… Riassumo: mi liquefanno, in cassa di zinco, la mamma; la asportano arbitrariamente dal cimitero; rintralcio le ceneri, con nome di altra; assistono alla cremazione parenti di altra familia, e.. mi devo pure pagare gli avvocati? Ma… sarà possibile!? Oltre al dolore, mi prosciugano anche di sodi!, sarà uguale la legge per tutti? No di certo! contro il Comune!! e contro.. Zenoni, personalità di Terni… Non potevo aspettarmi molto; ma così, è troppo chiara la sentenza.. Non ho proprio parole. massimo collemaggio Fatelo sapere al mondooo!!!! collemaggio massimo, Brasov Romania].

Ma se è andata così, l’altro cadavere dov’è?

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