Credeva di farla franca, carabinieri arrestato romeno

carabinieri-genericaSulla scia dei positivi risultati conseguiti nella lotta ai reati che destano particolare allarme sociale, quali il consumo e lo smercio al minuto di sostanze stupefacenti, l’immigrazione clandestina, i reati predatori e la guida sotto l’effetto di alcool e droga, i Carabinieri di Perugia rafforzano sempre di più, a tutela della legalità, i dispositivi di vigilanza e prevenzione nelle aree urbane più sensibili attraverso una costante e ravvicinata presenza dell’Istituzione alla cittadinanza, per garantire, oltre che un più efficace controllo del territorio, anche un minor senso di insicurezza percepita.

In quest’ottica, nel corso di mirati servizi espletati nei giorni scorsi, a finire nei guai questa volta è stato un 30enne cittadino romeno, senza fissa dimora sul territorio nazionale, nullafacente, tratto in arresto in esecuzione di un provvedimento di cattura europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria rumena lo scorso 25 aprile, per reati inerenti la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione.

L’uomo, proprio per sfuggire alle maglie della giustizia del proprio paese, ha creduto che fosse opportuno per lui rifugiarsi in Italia, ed esattamente nella cuore verde d’Italia, nella convinzione che fosse questo il luogo ideale per sottrarsi alle proprie responsabilità ed ottenere l’impunità. Ma evidentemente non ha fatto i conti con i Carabinieri di Perugia i quali, nell’ambito dei controlli a 360° gradi sul territorio, intensificatisi nei giorni del fine settimana e soprattutto in orari notturni nei pressi dei luoghi notoriamente destinati alla maggiore aggregazione giovanile quali discoteche, pub e luoghi di ritrovo in genere, lo hanno controllato proprio nei pressi di una discoteca del perugino.
All’esito degli accertamenti di rito, emergeva a suo carico un mandato di cattura europeo per essersi egli macchiato nel suo paese nativo di un reato infamante quale è quello della tratta di esseri umani, con particolare riferimento allo sfruttamento della prostituzione.

Le indagini hanno permesso infatti di appurare che il 30enne rumeno, unitamente ad altri criminali tuttora ricercati, reclutava giovani vittime nel suo paese, tutte connazionali, costringendole a prostituirsi oltre che nell’est europeo, anche in terra spagnola, usando nei loro confronti ogni tipo di violenza e vessazione; in altre parole aveva creato un vero e proprio sodalizio criminale dedito al mondo della prostituzione con ramificazioni internazionali, grazie alla connivenza di altri uomini senza scrupoli. Assolte le formalità di rito, l’uomo è stato associato presso la locale casa circondariale in attesa di essere estradato per la Romania ove dovrà dare conto della sua condotta delittuosa a quella magistratura che lo accusa e a quelle povere vittime che, depredate della propria dignità persona, invocano a gran voce giustizia.

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