Corteo CasaPound e Commercianti Ponte San Giovanni, una delle voci fuori dal coro

Non si vuole, solo per profitto economico, affermare che tutto va bene

Corteo CasaPound e Commercianti, una delle voci fuori dal coro

Corteo CasaPound e Commercianti, una delle voci fuori dal coro

PONTE SAN GIOVANNI – Nonostante sia una commerciante, mi dissocio pubblicamente da questa dichiarazione fatta dall’associazione dei commercianti. Sebbene Ponte San Giovanni sia uno dei maggiori introiti delle casse del comune, in questi ultimi anni è andata via via perdendo qualità dei servizi (vedi collegamenti con Perugia centro) e portata ad un abbandono senza precedenti , anche e soprattutto per le scelte delle vecchie amministrazioni che l’hanno resa uno pseudo dormitorio.

Io che non solo lavoro ma ho anche vissuto a Ponte San Giovanni non posso e non voglio, solo per profitto economico , affermare che tutto va bene, ma mi associo a tutte quelle persone che vivendo in questo paese spesso e volentieri non si sentono sicure e che più di una volta mi hanno riportato accadimenti al limite dell’intollerabile. 

Da chi come me pensa che un paese non finisca con lo spegnimento delle luci del proprio esercizio commerciale, mi sarei aspettata un sostengo maggiore a prescindere dalle temporanee difficoltà che si posso riscontrare nello svolgimento di una manifestazione, a prescindere dal pensiero politico e dal tornaconto economico. 

Fino a quando,in Italia, il principio di ciò che è giusto verrà messo in ombra dal colore della bandiera che manifesta , penso che poco potrà cambiare. Ai commercianti faccio una domanda: meglio un uovo oggi o una gallina domani?

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