Controlli della forestale sui depuratori della Regione

Facendo seguito ad analoga attività svolta nell’anno 2011 tutti i Comandi Stazione Forestali della regione, a partire dal mese di maggio u.s., hanno effettuato una campagna di controllo finalizzata alla verifica degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane presenti in regione.

In Umbria, come risulta dal Catasto degli Scarichi, sono all’attualità circa 300 le autorizzazioni allo scarico di depuratori di acque reflue urbane in corpo idrico superficiale, di cui circa 2/3 rilasciate dalla Provincia di Perugia ed 1/3 di competenza della Provincia di Terni.

Di questi depuratori sono una sessantina quelli al servizio di agglomerati di consistenza superiore a 2.000 abitanti equivalenti, di cui una decina in provincia di Terni. L’agglomerato Perugia-Corciano risulta il più servito con ben sei impianti di depurazione di acque reflue, due sono invece i depuratori presenti nella città di Terni.

La normativa specifica prevede per i depuratori anzidetti, al servizio di 2.000 AE, l’obbligo del controllo periodico da parte delle Autorità di controllo: A.R.P.A. e Gestore, mentre i depuratori a servizio di agglomerati inferiori a 2.000 abitanti equivalenti non vengono di norma soggetti a controllo.

L’attività di controllo del C.F.S. ha riguardato sia gli impianti già oggetto di controllo nell’anno 2011, a servizio dei centri più importanti della regione, sia i depuratori al servizio di agglomerati minori, inferiori a 2.000 abitanti equivalenti, che come anzidetto non rientrano per legge tra gli impianti soggetti a verifica periodica.

I controlli sono stati concordati con A.R.P.A., l’Agenzia incaricata del monitoraggio degli scarichi in regione, che procede alla verifica periodica dei reflui in uscita dai depuratori con capacità di progetto superiore ai 2.000 a.e. o a servizio di agglomerati superiori ai 2.000 a.e..

E’ stato pianificato un calendario di interventi congiunti tra personale dei Comandi Stazione Forestali e tecnici ARPA, cui compete il prelievo e successiva analisi di laboratorio delle acque reflue in uscita dai depuratori.

Le analisi di molti dei campioni prelevati sono ancora in corso, ma per quelli di cui si conoscono i risultati sono pochi i casi di superamento dei valori limite previsti in tabella.

In totale sono stati controllati finora in regione 79 impianti di depurazione, elevati 23 verbali amministrativi per un pari numero di irregolarità accertate di tipo amministrativo.

Sono state contestate direttamente 12 sanzioni per l’importo complessivo di € 26.615,00 e trasmessi alla Provincia 11 verbali di riferimento per sanzioni con importo da un minimo di 3.000 ad un massimo di 30.000 euro.

Tra le irregolarità contestate lo scarico di acque reflue con superamento dei valori limite di emissione previsti, scarico di acque reflue urbane sul suolo in mancanza di autorizzazione, mancato rispetto delle prescrizioni dell’autorizzazione allo scarico, mancato possesso dei registri di carico e scarico dei fanghi di depurazione, mancata o errata compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti.

Nell’ambito dei controlli sui depuratori è stata altresì elevata una comunicazione di notizia di reato per sversamento di rifiuti liquidi sul suolo provenienti da una rete fognaria, sanzionata dall’art. 256 del D.Lgs. 152/06, pena prevista dell’arresto fino ad un anno o ammenda fino a 26.000 euro.

La situazione emersa a seguito dei controlli effettuati risulta molto migliorata rispetto al 2011 quando furono accertate violazioni di natura penale con denuncia all’A.G. di tre titolari delle società di gestione dei depuratori, inoltre il sequestro preventivo di due depuratori nel ternano, per superamento dei limiti tabellari di sostanze pericolose (zinco) nello scarico nel corpo recettore, ed uno nel perugino, altresì furono elevate 139 sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 380.000,00 euro.

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