Con 3 etti e mezzo di eroina nascosti nel parafango dell’auto, arrestato

Un altro grosso movimento di stupefacente andato a male, un ennesimo trasporto consistente di droga non condotto a termine, un ulteriore risultato operativo, questa volta di un certo “peso”, della costante ed ininterrotta attività di monitoraggio che gli uomini della Squadra Mobile stanno svolgendo sulle principali vie di accesso a Perugia: l’obiettivo degli agenti, secondo le direttive generali indicate dal Dott. CHIACCHIERA, è sempre duplice, ovvero da un lato la quotidiana prevenzione e repressione dell’aspetto più “visibile” e fastidioso, in ambito urbano, del fenomeno, ovvero lo spaccio di piazza, “a cielo aperto”, al singolo acquirente/tossicodipendente, dall’altro, il contrasto all’introduzione, sul territorio perugino e per il relativo “mercato”, dei grossi carichi di droga, gestito ed effettuato da soggetti di più elevato spessore criminale.

Nella notte tra lunedì e martedì, gli investigatori della Seconda Sezione “Contrasto alla Criminalità Diffusa”, coordinati sul campo dal Sostituto Commissario ROSCIOLI, unitamente agli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Umbria e Marche”, al comando del Dott. SANTORO, hanno svolto un servizio perlustrativo “ad ampio raggio”, battendo e percorrendo le principali vie di comunicazione con il capoluogo umbro, fermando ed identificando numerosi mezzi e passeggeri, alla ricerca di volti sospetti.

Verso le ore 23, sulla E45 all’altezza di Deruta, l’elevato spirito di osservazione degli operatori ha consentito loro di notare, all’interno di una Volkswagen Golf che procedeva in direzione Perugia, un volto conosciuto.

Immediato l’accertamento in banca-dati grazie al quale, partendo dalla targa del veicolo, si è risaliti alle generalità del proprietario e conducente, gravato da numerosi trascorsi per droga.

Automatico, a questo punto, il pedinamento, l’inseguimento ed il successivo controllo del veicolo e del suo conducente, bloccati a Pontevalleceppi.

L’uomo, identificato per K.M., pluripregiudicato tunisino trentacinquenne, fin da subito ha insospettito gli agenti con un atteggiamento di diffidenza e reticenza al controllo.

Doveroso, a questo punto, procedere a perquisizione personale sul soggetto estesa al mezzo di sua proprietà.

Nel corso del controllo all’autoveicolo, il tunisino ha manifestato un certo nervosismo così gli uomini della Mobile, coadiuvati dai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine, si sono visti costretti a “smontare” letteralmente l’auto nelle componenti principali della carrozzeria.
Esattamente come sospettavano, hanno rinvenuto, all’interno del “parasale” o parafango in plastica anteriore destro, uno strano involucro, di una certa consistenza, interamente fatto con nastro isolante nero.

All’interno del “pacco”, la sorpresa, 30(trenta) confezioni dalla forma e colore particolarmente noti agli investigatori: i soliti “ovuli” termosaldati, solitamente trasportati “in corpore” dai corrieri/ovulatori per eludere i controlli.

All’esito delle analisi chimiche effettuate dalla Polizia Scientifica, è emerso trattarsi di “eroina” pura per un peso complessivo di 335 grammi.

Nel corso della perquisizione, inoltre, il trasportatore di droga è stato anche trovato in possesso di quasi 200 Euro in contanti: ovviamente, non ha saputo giustificare il possesso né dello stupefacente, né del denaro, non avendo un’attività professionale né una fissa dimora.

All’esito dell’esame chimico della sostanza, il tunisino è stato tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, d’intesa con il Pubblico Ministero di turno, Sost. Proc. Dott. M. CASUCCI, accompagnato direttamente a Capanne.

Saranno gli approfondimenti investigativi della Squadra Mobile a stabilire successivamente da dove l’eroina provenisse e a chi fosse diretta: per adesso, l’unica certezza è che l’arrestato e i suoi eventuali complici nel traffico, abbiano subìto un danno economico molto pesante.

L’arrestato, come anticipato, è stato riconosciuto in quanto noto, proprio dagli agenti della Sezione “Criminalità Diffusa”, per un paio di episodi curiosi.
Nel febbraio del 2012, in Via Pergola, nel corso di un controllo, alla guida di un auto con a bordo un suo connazionale, per sottrarsi a tale controllo effettuò una pericolosissima manovra accostando all’improvviso con l’auto e permettendo al suo amico, che trasportava dello stupefacente, di “saltare” letteralmente dalla macchina per darsi a precipitosa fuga.

Dopo l’inseguimento del suo amico, vennero rinvenute piccole dosi di eroina e la somma di circa 1700 Euro, provento delle ultime ore di spaccio, ma l’arrestato, che nell’occasione fungeva solo da “autista” del suo amico pusher, riuscì a cavarsela con un’assoluzione.

L’estate del 2013 diede ulteriormente filo da torcere agli investigatori: si presentò al Pronto Soccorso con due profonde ferite da arma da taglio sul volto e sull’orecchio, ma riferì agli agenti della Polizia dell’Ospedale di essersi fatto male durante il trasporto di un armadio, rendendo impossibile la ricostruzione dell’identità nonché dei motivi dell’aggressione da lui subìta e che lui non intese rivelare, con ogni probabilità legata alle solite questioni di debiti di denaro o droga o di suddivisione “territoriale” delle zone di spaccio tra maghrebini.

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