Commissione bicamerale ecomafie a Perugia: “Illeciti nel conferimento in discarica”

Segnalate criticità nella certificazione della differenziata. La Regione lavora per bruciare rifiuti in Toscana

Commissione bicamerale ecomafie a Perugia: “Illeciti nel conferimento in discarica”

Commissione bicamerale ecomafie a Perugia: “Illeciti nel conferimento in discarica”

Irregolarità e illeciti esistenti. Sarebbe questo quello che è emerso dalla giornata di audizioni nella prefettura di Perugia della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie. La giornata dell’organo presieduto dal dem Alessandro Bratti è iniziata presto e finita molto tardi. Davanti agli onorevoli e ai senatori, impegnati in una tre giorni umbra, sono sfilati l’Arpa, il Comune di Perugia, la presidente della Regione Catiuscia Marini accompagnata dall’assessore regionale Fernanda Cecchini, il sindaco di Perugia Andrea Romizi e il vicesindaco, titolare della delega all’Ambiente, Urbano Barelli, oltre al Procuratore e alla Guardia di finanza e ai comitati ambientalisti. Esperti e tecnici che hanno sostanzialmente confermato quello che i parlamentari si aspettavano. Un cuore verde d’Italia al centro delle inchieste infatti non è una novità per i commissari che stavano già operando sul settore: “Stavamo lavorando su questi grandi gestori”, ha detto infatti Bratti.

Le irregolarità riscontrate vanno tutte nell’ottica di una discrepanza tra i quantitativi di rifiuti conferiti in discarica e il percolato prodotto. Numeri che, stando a quando riferito, non tornerebbero.  Quanto ai rifiuti pericolosi, nessuna conferma da Arpa. Sullo sfondo, come era chiaro, l’inchiesta Gesenu e l’attesa per il pronunciamento del Tar umbro sulle interdittive.

I comitati hanno segnalato irregolarità a Papigno legate alla sicurezza e alle recinzioni, nonostante il sito sia utilizzato in maniera regolare. Cittadinanza attiva ha parlato di percolato conferito di notte a Pietramelina, anche se su questo sono stati chiesti dei riscontri oggettivi. Il procuratore ha espresso invece una preoccupazione di carattere generale, annunciando di avere intenzione di lavorare sui reati della pubblica amministrazione con una sezione apposita. Dal procuratore anche la lettura della vicenda come di una mancanza di infiltrazioni di criminalità organizzata strutturata, pur riscontrando irregolarità nella gestione e nell’aspetto legato ai profitti, tanto da essere presenti indagini in corso. E’ stata la delegazione del Comune di Perugia a parlare di Gesenu, dicendosi intenzionata a lavorare per eliminare gli elementi fondanti dell’interdittiva, come le partecipazioni fuori regione. Ma Romizi e Barelli hanno parlato anche del loro impegno nella nuova modalità di differenziata.

Proprio la differenziata è stata al centro del colloquio con l’Arpa. Criticità sono emerse sulle “schede orso”, per la certificazione delle percentuali della raccolta differenziata. Controlli che spesso vengono svolti non dai controllori ma dagli stessi controllati. Sull’Umbria ci sono poi 108 vecchie discariche che starebbero causando qualche problema alle falde e sulle quali si deve invece lavorare.

La Marini e la Cecchini sono entrate nel merito della programmazione: Ato unico e qualche ritardo nel ternano per il raggiungimento degli obiettivi della differenziata. La presidente ha anche specificato che, con il raggiungimento di questi obiettivi, non ci sarà la necessità di ulteriore impiantistica per la chiusura del ciclo. In questa ottica l’Umbria è impegnata in una interlocuzione con la Toscana per la gestione delle zone confinanti. Un’interlocuzione che potrebbe andare nel senso del bruciare i rifiuti umbri in Toscana ma anche nella differenziata. Nel dibattito anche la discarica di Gualdo Tadino, che la Regione ora metterà in sicurezza ma sulla quale la commissione ha chiesto ulteriori documenti.

La dead line per capire cosa succederà all’Umbria sui rifiuti è il pronunciamento del Tar sulle interdittive, capendo cosa farà l’azienda. Il Comune, socio pubblico, intanto si è mosso, chiedendo di riscrivere lo statuto.

Commissione bicamerale

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