Comitato Pallotta Perugia: “Contro il crimine con strumenti degni della nostra cultura”

da Giampiero Tamburi
Comitato Pallotta
Ecco! Sono 1000, 2000, 10000 le proposte che ci vengono in mente per tirare fuori la nostra città da quella morsa che, da troppo tempo, la sta stringendo in una spirale di violenza. Che cosa non si farebbe per risollevarsi! Si dice da più parti: – Si ma Perugia non è diversa da molte altre città italiane e i nostri problemi sono ne più ne meno gravi di quelli di tutti -. Ciò può essere anche vero ma non per questo ci dobbiamo consolare ed abbassare la guardia su delle situazioni che si inaspriscono sempre più, ogni giorno che passa, mettendo a serio rischio l’incolumità della molta gente che, il più delle volte, viene coinvolta suo malgrado e questo rischio non è riferibile solo all’aspetto fisico dell’individuo. Cedere moralmente a questo stato di cose, vorrebbe significare, in primo luogo, abbassare i valori della società portandola, in definitiva, al livello di chi ci sta riducendo in questi termini. Questa è una violenza verso noi stessi che non la dobbiamo mai permettere. Anche se ciò vuol significare sacrificio dobbiamo avere pazienza e restare sempre un gradino più in alto di chi combattiamo e vincere queste battaglie con strumenti degni della nostra cultura e della morale.

Al di là di queste considerazioni che, comunque, in ogni modo dobbiamo considerare, c’è anche un altro aspetto che si dovrebbe tenere presente ed è quello delle strategie da adottare per metterci nelle condizioni più favorevoli possibili. Naturalmente mi riferisco alla possibilità concreta di una fattiva collaborazioni tra le associazioni ed i comitati chi operano in questo ambito.

Bene o male le nostre varie associazioni agiscono in una dimensione autonoma, individuale, ma la concreta possibilità di confrontarci e di coordinarci in un istituto centrale ci darebbe una forza ed una sicurezza maggiore proprio perché c’è la sensazione di poter poggiare su una dimensione più ampia. Poi, il coordinarci in una unica strategia permetterebbe di valorizzare l’aspetto che deriva dal possibile scambio di informazioni e dal confronto reciproco, creando, in tal senso, una rete sociale, una rete fatta a maglie strette, che ci permetterebbe appunto di considerare i problemi di Perugia, in un’ottica globale facilitando lo sviluppo di una incidenza maggiore per contrastare più efficacemente la criminalità che fa da padrona. Ma come l’esperienza ci insegna ogni medaglia ha due facce. Se è vero che l’ unione fa la forza, è anche vero che esiste un altro aspetto molto forte : faccio riferimento alla “natura umana” tra il bisogno innato di appartenere ad un branco, contrapposto a quello dell’autonomia, ugualmente forte. Ed ecco che si può scivolare in un campanilismo che, dal punto di vista sociale, può diventare una seria minaccia agli interessi di tutti. Quello di cui ha bisogno la nostra città è un associazionismo sano, vero e funzionante evitando che diventi una lotta per la supremazia per poter dire: -Hai visto? Io sono il più bravo di tutti!- Ma naturalmente queste sono mie riflessioni personali. Giampiero Tamburi

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