Colpo di Photoshop e Stpo diventa Stop, rattoppo alla carlona a Pianello

La correzione della segnaletica orizzontale è stata effettuata, ma la mano non è quella di un "artista" e si vede

Colpo di Photoshop e Stpo diventa Stop, rattoppo alla carlona a Pianello
La correzione della segnaletica orizzontale a Pianello

Colpo di Photoshop e Stpo diventa Stop, rattoppo alla carlona a Pianello

buon 2016Il primo gennaio, Francesco Bastianelli sul suo profilo Facebook ha condiviso una foto che ha fatto piegare in due dalle risate i cybernaviganti. Gli operai, dev’essere un po’ distratti, avevano scritto una segnaletica orizzontale di stop alquanto bizzarra. Nella zona di Pianello al bivio per Torchiagina in terra faceva bella mostra di sé il segnale orizzontale di Stpo. Con la consueta ironia, Francesco Bastianelli, dopo aver postato la foto, scriveva: “Dice che nel 2016 la QUADRILATERO sarà completata …si comincia dalle piccole cose: segnaletica orizzontale – Pianello PG”. 

Il post veniva immediatamente ripreso dalle testate online di Perugia24.net, il Corriere dell’Umbria e Umbria24 (non ce ne vogliano coloro che ho dimenticato, potete sempre mandare link che lo aggiungeremo). Antonello Menconi, sulla testata sportiva, titolava così: “Vogliamo farci una risata o cos’altro? Guardate cosa c’è scritto a Pianello al posto dello stop…

Chi ha scritto, in effetti, era sul “distratto” o forse solo “reduce” dai bagordi mangerecci di fine anno. Fatto sta che l’errore c’è stato e ha fatto “sganassare” dalle risate gli utilizzatori di Facebook e di internet. Il gruppo “Gli amici del Begio” han pensato bene – anzi no – “benissimo” di fare un piccolo foto montaggio e fare gli auguri di Buon 2106. Luisa Pignatta, sempre attenta a ciò che accade su profili e gruppi, non si è fatta certo sfuggire la “ghiotta occasione” e ha condiviso gli auguri su profilo di Francesco Bastianelli.

Colpo di Photoshop

La correzione è stata effettuata, ma la mano non è quella di un “artista” e si vede, non è un colpo di Photoshop.

Il catrame, su quel punto, è un po’ impiastricciato. Sì, perché la correzione, fatta in fretta e furia, non è mica venuta bene eh! Si vede, come dire, la “cancellatura” delle due lettere “galeotte“. E poi, nel correggere, certo non si è tenuto conto del fatto che, magari c’è una distanza che andrebbe rispettata tra una lettera e l’altra. Tant’è che la P, finalmente al posto giusto, è troppo vicina alla O.

Ma sai com’è, le opere d’arte, devono avere la firma, per la data ci ha pensato Bastianelli con Facebook. Ai “poster” – per dirla alla Nino Frassica – l’ardua sentenza.

MA PERCHÉ SI DICE ALLA “CARLONA”?

Con il detto “fare le cose alla carlona”, usato soprattutto nell’area lombarda, si indica l’affrontare le cose in modo superficiale, alla buona, senza cura, in modo trasandato e grossolano.

L’origine di tale modo di dire risale al periodo degli anni in cui regnava l’Imperatore Carlo Magno (742-814), denominato appunto Carlone e rappresentato nei vari poemi cavallereschi come un uomo goffo, malaccorto nelle sue azioni e semplice, che amava indossare abiti non pregiati ma caratterizzati da stoffa rozza.

Si racconta che anche quando l’Imperatore Carlo Magno doveva essere ritratto, indossava sempre vestiti non alla portata del suo rango, usando uno stile non consono ad un Imperatore, ma uno stile più vicino a quello di un plebeo.

La leggenda narra che l’Imperatore Carlo Magno, ad una battuta di caccia, si presentò tra lo stupore generale dei partecipanti, che indossavano per l’occasione abiti da caccia e sfarzosi, con un abito dimesso, fatto di ruvida stoffa indossata solitamente dai contadini.

L’Imperatore, accortosi dello stupore dei presenti, disse a quel punto che il suo abbigliamento un po’ rozzo non era casuale, serviva alla bisogna. Difatti di lì a poco, si scatenò un violento temporale e Carlo Magno fu l’unico a passare indenne alla tempesta. Gli eleganti cacciatori si inzupparono tutti i loro abiti preziosi che furono ridotti in pessimo stato.

A questo punto, l’Imperatore fece notare ai partecipanti alla battuta di caccia, di essere totalmente asciutto grazie ai suoi abiti umili e di stoffa grezza. Da quel giorno in poi, si cominciò ad usare il modo di dire “essere vestiti alla carlona”.

Il termine indica inoltre altri concetti simili: fare le cose in modo veloce, sbrigativo e alla meno peggio possibile, fare qualcosa senza curarne i dettagli, essere una persona alla buona (“quello è un tipo alla carlona”) ed infine può significare anche essere troppo ingenui. (fonte http://cultura.biografieonline.it/)

 

 

 

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