Cocoricò chiuso per 4 mesi, ma locale annuncia ricorso

Eseguita autopsia

Dopo la morte di Lamberto Lucaccioni, il 16enne di Città di Castello ucciso da un’overdose di ecstasy, è stato deciso. Il questore di Rimini ha imposto una chiusura di 120 giorni per il Cocoricò di Riccione. Saranno quattro mesi di stop. Le porte del locale, a partire da lunedì 3 agosto, secondo quando disposto dal questore Maurizio Improta, saranno chiuse.

Ma il Cocoricò si difende dalle accuse e respinge i 4 mesi di chiusura della discoteca. A dire «no» alla chiusura forzata della storica discoteca è Fabrizio De Meis, azionista del gruppo, nel corso di una conferenza stampa in diretta streaming, accompagnato da Luigi Crespi. «Il questore ha fatto un processo sommario a dieci anni di attività del Cocoricò: 120 giorni di stop in questa stagione significa che la discoteca, prima in Italia e sedicesima nel mondo, chiude per sempre», ha detto De Meis.
«Tutto ciò che è consentito fare per combattere lo spaccio di droghe è stato fatto. Telecamere dentro e fuori la discoteca, circa cento vigilantes che collaborano con forze ordine e hanno contribuito negli ultimi anni a centinaia di arresti», ha aggiunto il manager Crespi.

Il provvedimento del questore è stato notificato all’amministratore della società che gestisce la discoteca.

“Il provvedimento è stato esemplare”, dice il sindaco di Riccione, Renata Tosi. “Pena troppo blanda” per il Codacons, che chiede “ora controlli in tutte le discoteche”. “Va rispettato”,
il commento del deputato Pd Tiziano Arlotti, mentre l’on.Sergio Pizzolante (Ap) parla di misura eccessiva e di “circa 200 persone a casa”. I gestori hanno annunciato un eventuale
ricorso, mentre sui social network sono numerosi i commenti pro e contro, compreso l”annuncio di una petizione a favore del ”Cocco” su change.org.

“Niente e nessuno restituiranno Lamberto ai genitori, che sono distrutti – è stato il commento dell’avvocato Roberto Bianchi che tutela la famiglia del sedicenne morto – ma almeno la giustizia del provvedimento adottato, molto apprezzato dal papà e dalla mamma di Lamberto, li aiuterà a lenire, seppure in minima parte, il grande dolore che li affligge. La chiusura del Cocoricò costituisce un serio provvedimento afflittivo nei confronti del locale e un severo monito nei confronti di tutti gli altri qualora non dovessero ottemperare ai dettami normativi”.

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