CITTA’ DI CASTELLO, AZIENDA DICHIARA CRISI PER INTASCARE CASSA INTEGRAZIONE

Evasione fiscale, finanza sequestra immobile commerciale a Terni
Evasione fiscale, finanza sequestra immobile commerciale a Terni
Finanza sequestra oltre 5 chilogrammi di marijuana (4)
Guardia di FInanza

Il Comando Provinciale di Perugia, in attuazione di un più ampio dispositivo di controllo economico del territorio per contrastare il sommerso da lavoro nella provincia, ha disposto mirate verifiche nei confronti di imprese destinatarie dei c.d. ammortizzatori sociali in particolare legati alla cassa integrazione guadagni, particolare ammortizzatore sociale che consente, in presenza di crisi aziendale, di ottenere al lavoratore collocato in CIGd un’indennità pari all’80% della retribuzione. E’ accaduto che nel territorio altotiberino durante un controllo sull’impiego di lavoratori finanzieri della Tenenza di Città di Castello hanno scoperto che un’autofficina ha utilizzato fraudolentemente i fondi della cassa integrazione guadagni in deroga, stanziati da Regione e governo per aiutare le aziende a superare la crisi, facendo lavorare i propri dipendenti e scaricando gli oneri sullo Stato. La particolare provvidenza prevede che l’azienda in difficoltà economiche legate al momento di crisi presenti una richiesta di CIG in deroga alla Regione. Ottenuta la cassa integrazione guadagni in deroga l’azienda può chiedere la cassa a rotazione: in questo caso i dipendenti lavorano per un numero minore di ore e la loro retribuzione viene integrata grazie all’intervento delle casse pubbliche. Nel corso del controllo sulla base delle dichiarazioni dei dipendenti sono state controllate le presenze in azienda confrontandole con il libro unico del lavoro, così scoprendo che sette dei nove dipendenti hanno lavorato in orari soggetti a cassa integrazione. Sono oltre 7 mila le ore annotate nel libro unico del lavoro passate al setaccio dai finanzieri. E’ così scattata a carico dell’azienda la segnalazione alla Procura della Repubblica di Perugia per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis del C.P.) e la contestuale comunicazione all’INPS per la decadenza dei benefici degli ammortizzatori sociali ottenuti indebitamente dall’impresa. Alla società verificata per la parte che riguarda le ore pagate dall’azienda non soggette a cassa integrazione è stata inoltre contestata la violazione dell’omesso versamento delle ritenute Irpef sugli emolumenti dei dipendenti.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*