Cibo assassino, ingoia osso di coniglio, terza morte in Umbria

Morta la 25enne ferita nell'incidente sull'A1

Questa volta è costata la vita ad un uomo di Gubbio di 66 anni ricoverato in ospedale, da oltre 15 giorni, per aver ingoiato un osso di coniglio. L’Osso gli avrebbe perforato esofago. L’eugubino è morto ieri mattina al Santa Maria della Misericordia, dopo essere stato sottoposto ad una serie di interventi chirurgici.

A metà agosto – seconda quanto viene riportato oggi sul Quotidiano La Nazione – l’uomo si era recato all’ospedale di Branca, per un dolore alla gola e sostenendo che si trattava di un osso che gli era andato a traverso. I medici verificano ma pare che lo abbiamo rimandato a casa. Dopo 48ore il 66enne – sempre scritto su la Nazione – ritorna in ospedale lamentando un gonfiore al collo. I sanitari lo fanno ricoverare e gli accertamenti evidenziano la perforazione esofagea, probabilmente provocata dall’osso. Il paziente viene subito trasferito all’ospedale Santa Maria della Misericordia e sottoposto a più interventi chirurgici.

Le sue condizioni di salute però si aggravano e il 66enne muore. E’ scattata la denuncia e nelle prossime ore sarà sottoposta al vaglio della procura. Nei giorni scorsi altre due persone sono morte come conseguenza di bolo alimentare. La prima a Marsciano, una donna era rimasta soffocata mentre consumava un panino in un bar. Poche ore dopo a Madonna Alta un 41enne era morto dopo aver consumato del pollo. ma questi sono casi a se che non hanno alcuna implicazione penale

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