Catturato tunisino per il tentato omicidio di un connazionale

Nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, verso le ore 0330, un giovane extracomunitario tunisino viene trovato in Piazza IV Novembre sanguinante e con diversi colpi di arma da taglio al torace: come racconterà lui stesso nelle ore successive ed all’esito delle immediate cure mediche che hanno scongiurato conseguenze fatali, era stato accoltellato, con colpi ripetuti, da un connazionale per futili motivi, all’interno dell’abitazione di quest’ultimo.

Immediate le indagini da parte degli uomini della Squadra Mobile – Sezione “Contrasto alla criminalità diffusa”, diretti dal Dott. Chiacchiera e coordinati dal Sost. Commissario Roscioli, sebbene le tante difficoltà iniziali: date le gravi e precarie condizioni di salute della vittima, non è stato facile assumere le prime informazioni volte all’identificazione del responsabile del grave atto criminoso, né tantomeno alla localizzazione del luogo del fatto.

Tuttavia, l’analitica ricostruzione investigativa operata dagli uomini della Mobile, facilitata soprattutto dal cospicuo bagaglio informativo a disposizione, su tutto quello che è il mondo dello spaccio di droga al dettaglio che vede i tunisini tra i protagonisti della “piazza” perugina, ha permesso di giungere, anche in questo caso, ad una soluzione quantomai tempestiva ed efficace.

Dopo ore di ricerche ininterrotte, infatti, l’operazione è scattata nel pomeriggio di ieri giovedì 18 settembre: una volta individuato il possibile “covo”, ovvero un appartamento di Via Benincasa, gli agenti della “Diffusa” hanno circondato lo stabile e chiuso tutte le possibili vie di fuga.
Il giovane tunisino sospettato del tentato omicidio, accortosi della presenza dei poliziotti che ha osservato nascosto dietro una finestra, ha cercato di darsi alla fuga affrettandosi ad uscire di casa, ma è stato immediatamente bloccato e sottoposto a perquisizione: a suffragio dei sospetti della Polizia su di lui non ci sono soltanto le testimonianze delle persone presenti in casa al momento del fatto, persone peraltro molto vicine a lui che, seppur con qualche esitazione, non hanno potuto che affermare la sua colpevolezza, ma soprattutto il rinvenimento, in casa, dell’arma del delitto.

All’interno dell’appartamento, infatti, gli investigatori hanno trovato un coltello da cucina, esattamente simile alle descrizioni della vittima, interamente in acciaio con lama ripiegabile lunga 7 cm., repertato non solo con, ancora ben visibili, tracce ematiche, ma anche vistosamente danneggiato, nella parte posta tra il manico e la lama, evidentemente a causa della forza impressa sullo stesso e del suo uso ripetuto per le coltellate inferte.

Immediate, a questo punto, le manette per l’accoltellatore: KAROUI Marouen, tunisino ventiduenne, pluripregiudicato ed irregolare sul territorio nazionale, è stato sottoposto a Fermo di Indiziato di Delitto per il tentato omicidio del suo connazionale trentenne.
Accompagnato a Capanne, vi resterà a disposizione del PM che procede, Sost. Proc. Dott.ssa Gemma MILIANI.

La ricostruzione dei fatti, eseguita anche attraverso l’acquisizione delle testimonianze dei presenti all’accaduto, ovvero la fidanzata dell’aggressore, ed altri tre giovani, tutti tunisini, ha permesso finora di accertare come l’accoltellamento abbia costituito l’apice di una vera e propria aggressione messa in atto dall’arrestato nei confronti della vittima, per futili motivi legati alla suddivisione delle stanze del piccolo appartamento in questione: i predetti giovani tunisini, secondo quanto da essi dichiarato, sarebbero tutti domiciliati nell’abitazione incriminata, ed a seguito dell’accoltellamento, la vittima sarebbe stata accompagnata in strada, sul luogo dove è stata trovata dalla Polizia, dalla stessa fidanzata dell’accoltellatore, per assicurarsi che le condizioni del suo gesto non fossero più gravi del previsto, sia con riferimento alla salute del malcapitato sia, ovviamente e specialmente, con riferimento alle possibili conseguenza giudiziarie per l’autore.

Naturalmente gli investigatori non sono pienamente convinti della versione illustrata, e sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi diretti ad accertare la causa vera della lite, probabilmente legata, come è facile immaginare, non a futili motivi ma a ragioni di denaro, droga e controllo del territorio per l’attività di spaccio.

L’accoltellatore, straconosciuto alla Polizia di Perugia, ha numerosissimi precedenti di polizia e penali per ricettazione, violazione di domicilio, violazione delle norme sull’immigrazione, ma soprattutto per reati relativi al traffico di sostanze stupefacenti.
Soltanto lo scorso luglio, le Volanti lo hanno sorpreso, in questa Via Ulisse Rocchi, in possesso di alcune dosi di “hashish” e per questo denunciato in stato di libertà per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Ma in passato fu protagonista di un ben più difficile “grattacapo” per gli uomini della Squadra Mobile: nell’ottobre del 2013, a seguito di un blitz in un appartamento di Via Pinturicchio, venne sorpreso, con 3 suoi connazionali tutti pregiudicati, nella suddivisione in dosi da lanciare sul mercato, di 2 grosse “panette” di “hashish” da 1 etto ciascuna.

Nell’occasione, però, si proclamò minorenne pertanto, in attesa di più approfonditi accertamenti, venne denunciato a piede libero, mentre i suoi 3 coinquilini tutti tratti in arresto in flagranza di reato.

Ma gli uomini della “Diffusa” non si persero d’animo e, a seguito di accertamenti più approfonditi sulla sua identità, nel gennaio successivo anche il presunto minorenne, ormai maggiorenne acclarato, veniva sottoposto alla misura cautelare in carcere per i predetti fatti.

Tra i giovani presenti nell’appartamento incriminato, un minorenne, questa volta “vero”, il quale è stato affidato, d’intesa con la Procura per i Minorenni, ad una struttura idonea.

Sono in corso, inoltre, ulteriori verifiche ed accertamenti volti ad individuare il titolare dell’appartamento in uso ai maghrebini, con ogni probabilità ceduto in locazione in maniera del tutto irregolare.

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