Catturato dalla Polizia l’accoltellatore della stazione

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Controlli Polizia

Nella serata della scorsa domenica, verso le 20, in Piazza Del Bacio, si è verificato un fatto di particolare violenza ed allarme sociale: a seguito di una rissa tra tre maghrebini, uno di essi è stato attinto da una profonda coltellata all’addome, tale da cagionarne l’”eviscerazione” e da assicurargli una prognosi riservata, con iniziale serio pericolo di vita.

Nella notte tra domenica e lunedì, la vittima è stata poi sottoposta ad un delicatissimo intervento all’esito del quale è stata scongiurata ogni letale conseguenza, ma le sue condizioni sembrano comunque ancora gravi.

La persona colpita dalla coltellata è un giovane tunisino, più che noto alla Polizia di Perugia per i suoi trascorsi giudiziari e ben inserito nei contesti criminali che gestiscono lo spaccio di sostanze stupefacenti della città.

Inizialmente sconosciuto, originariamente, l’accoltellatore.

Sul posto erano immediatamente intervenuti gli agenti della Polizia Ferroviaria, a costante presidio dello scalo ferroviario e delle sue pertinenze, le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal Dott. Piero CORONA, ma le indagini del primo momento, purtroppo, non davano molte speranze, atteso che l’aggressore, sebbene inseguito nella sua fuga dagli agenti della POLFER, era riuscito a dileguarsi nei meandri di Fontivegge, e soprattutto non è stato possibile, dall’estrapolazione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, acquisire immagini dell’aggressione.

Tuttavia, la più fattiva collaborazione tra le varie articolazioni della Polizia di Stato, unita ad una capillare e meticolosa conoscenza del territorio della Stazione e dei suoi “abitanti”, che è una prerogativa degli uomini della Sezione “Criminalità Diffusa” della Mobile, coordinati anche sul campo dal Sostituto Commissario Roberto ROSCIOLI, ha fatto in modo che le indagini prendessero una piega diversa.

Ininterrotte sono state le ricerche, infatti, e fondamentali le indicazioni fornite soprattutto dai colleghi della POLFER i quali, davanti agli album fotografici dei tunisini più pericolosi in dotazione alla Squadra Mobile, non hanno impiegato molto tempo a riconoscere il sanguinario accoltellatore, un soggetto chiaramente maghrebino, come la vittima, con una corporatura ed un viso molto particolari ma soprattutto con un dato caratteristico facilmente riconoscibile: un vistoso braccio ingessato, probabilmente il risultato di una precedente rissa, che non lo ha certo ostacolato nell’aggressione né nella fuga.

H.M., trentacinque anni, tunisino, irregolare sul territorio nazionale e ancora con pochi precedenti sul curriculum ma, ciò nonostante, già conosciuto e monitorato dalla Polizia nell’ambito del mondo dello spaccio di Perugia, riconosciuto dagli agenti, è stato oggetto di ricerche continue ed estenuanti, condotte non solo in vari appartamenti e “covi” di Fontivegge, ma estese al centro storico ed alle periferie, ovvero in tutti i luoghi dove, secondo le ricostruzioni investigative della Mobile, si sarebbe potuto nascondere o qualche connazionale avrebbe potuto garantirgli ospitalità per la latitanza.

Nella tarda mattinata di lunedì, infatti, il ricercato veniva individuato all’interno di un appartamento ubicato in Via Dell’Alabastro, da lui scelto come nascondiglio per la notte e dal quale era già pronto per lasciare Perugia: in casa, infatti, è stato sorpreso con uno zaino contenente tutti i suoi effetti personali e soprattutto medicinali per medicazioni, la cui utilità è di seguito specificata.

Va da sé che l’arto ingessato dell’arrestato è il risultato di precedenti eventi violenti, subìti o compiuti, ma gli agenti, in occasione del blitz, hanno constatato un’altra sorpresa: il tunisino presentava, in maniera piuttosto evidente, un polso estremamente gonfio, a causa, con ogni probabilità, di un trauma.

Il trauma dallo stesso subìto, come sarà ipotizzato dagli investigatori, è esattamente l’effetto della coltellata quasi mortale inferta al connazionale, così violenta da rompersi l’articolazione, e senza neanche la possibilità di farsi curare nell’immediatezza ma, semmai, altrove dopo la fuga da Perugia.

L’insieme di tutti gli indizi raccolti dalla Squadra Mobile permetteva di sottoporre il tunisino a fermo di indiziato di delitto d’iniziativa della Polizia Giudiziaria e, d’intesa con il Pubblico Ministero di turno, Sost. Proc. Dott.ssa G. MILIANI, ad accompagnarlo a Capanne dove resterà a sua disposizione.

Prima di essere portato in carcere, però, per l’accoltellatore una tappa obbligata: il Reparto di Traumatologia del “Silvestrini” dove, prima della vacanza forzata, gli è stato applicato il gesso anche all’altro braccio, utilizzato per l’ultima bravata.

Ancora da accertare l’esatto numero dei contendenti e l’identità degli altri soggetti coinvolti nella rissa.

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