Catturato altro nigeriano dell’african shop, era latitante ad Asti

L’operazione “MAMA BOYS”, condotta da ottobre a dicembre 2014 dagli uomini della Squadra Mobile diretti dal Dott. CHIACCHIERA, in particolare dalla Sezione Criminalità Organizzata agli ordini del Dott. CORONA, ha permesso di smantellare un nutrito gruppo criminale che gestiva, agli ordini di JOSEPH Maureen, detta “MAMA” e titolare dell’omonimo african shop ubicato in Largo Curtatone e Montanara, in zona Fontivegge, una importante “piazza di spaccio” a cielo aperto, una sorta di “supermarket” della droga, dove chiunque, in orario di apertura del predetto negozio etnico, poteva acquistare, rivolgendosi al pusher “di turno”, cocaina, eroina, hashish e marijuana, spesso approfittando del riparo sicuro costituito dal vicino tunnel di collegamento con la Via Campo di Marte.

L’indagine, condotta da una task-force investigativa composta da personale della S.C.O. di Perugia ma anche delle Squadre Mobili di Ancona e Viterbo, sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, nonché grazie al supporto tecnico del Servizio Polizia Scientifica di Roma ed operativo del Reparto Prevenzione Crimine “Umbria e Marche”, si era caratterizzata per la totale assenza di intercettazioni telefoniche, strumento tipico delle ordinarie indagini antidroga, mentre si era basata su un complesso sistema di videoregistrazione attraverso l’impianto di telecamere esterne ed interne al negozio, nonché sui continui recuperi operati direttamente sui singoli tossicodipendenti acquirenti, spesso italiani ma in alcuni casi anche maghrebini, consumatori ed anche spacciatori a loro volta.

Tra le cessioni “filmate” e documentate con ogni dovizia di particolari, e quelle con il “recupero” dello stupefacente, si è arrivati anche a contare oltre 50(cinquanta) diversi episodi di spaccio al giorno, messi in atto dal gruppo dei nigeriani alle dirette dipendenze di “MAMA”.

All’esito dell’indagine in narrativa, all’alba dello scorso mercoledì 25 febbraio, erano stati catturati 11 (undici) pusher, tutti puntualmente rintracciati grazie ad una capillare conoscenza del territorio nonché dei loro spostamenti, essendo quasi tutti senza fissa dimora, ed altri 6(sei) connazionali non destinatari di misura cautelare, contestualmente, erano stati sottoposti alla misura di prevenzione dell’espulsione dal territorio nazionale e tempestivamente accompagnati presso il CIE di Bari.

Alla “coordinatrice” del gruppo di spaccio, “MAMA”, oltre all’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora a Perugia, è toccata una sanzione ancor più pesante: il sequestro probatorio del negozio.

Ma prima di apporre i sigilli al suo negozio etnico, inoltre, gli investigatori della Mobile hanno richiesto anche l’intervento ispettivo del personale dell’A.S.L. Umbria, che ha rilevato diverse e gravi violazioni amministrative relative all’igiene: l’aspetto più eclatante, si ricorda, il rinvenimento della carcassa di un topo nelle immediate vicinanze dei cibi, anche “sfusi”, in vendita accanto alle parrucche ed ai cosmetici africani.

Tra i soggetti da ricercare ma che avevano fatto perdere le tracce di sé, probabilmente avvisati dal “tam tam” dei loro connazionali durante le cattura, O.O., nigeriano del 1987, tra i più attivi nello spaccio davanti al “MAMA” e destinatario di un provvedimento di divieto di dimora a Perugia, esattamente come il loro boss al femminile (“MAMA”), ha pensato bene non solo di non farsi trovare al domicilio indicato nella richiesta di permesso di soggiorno, bensì addirittura di allontanarsi dall’Umbria.

I successivi accertamenti effettuati dagli uomini della S.C.O., diretti dal Dott. CORONA e coordinati dall’Ispettore Superiore Mauro BIGINI, hanno consentito la sua individuazione ad Asti, dove frattanto si era provvisoriamente stabilito: nella cittadina piemontese, infatti, una pattuglia locale dei Carabinieri lo aveva identificato e controllato all’uscita di un supermercato a chiedere l’elemosina.

Sono stati gli stessi Carabinieri di Asti, grazie alla segnalazione fatta dalla Squadra Mobile di Perugia circa il rintraccio del nigeriano, ad individuarlo nuovamente ed a sottoporlo alla misura cautelare emessa a suo carico dal GIP. di Perugia Dott. CLAUDIANI, su richiesta del PM titolare dell’indagine, Dott. PETRAZZINI.

Adesso, anche l’ultimo giovane pusher individuato, dovrà trovare un’altra località per spacciare sostanze stupefacenti: per il momento, come accertato, dovrà accontentarsi di fare l’elemosina, se non vorrà fare compagnia ai suoi compagni di spaccio a Capanne.

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