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Caso Reppucci? Video inedito, gli “umbri sono ipocriti”, Perugia avrà nuovo prefetto

antonio-reppucci-680x365PERUGIA – Il prefetto di Perugia, Antonio Reppucci è stato rimosso dal suo incarico. Le sue frasi sulla tossicodipendenza hanno scatenato un autentico polverone. Adesso? Un mese dovrà passare prima che arrivi il nuovo prefetto. I tempi si allungano! Il viceprefetto Vicario Tiziana Tombesi, nell’attesa della nuova nomina, sostituirà il campano Reppucci. La nomina potrebbe, però, arrivare già venerdì nel prossimo Consiglio dei Ministri.

Il ministro Alfano, dunque, lo ha sollevato dal suo compito perché ha “torto marcio”. Ha sbagliato e continua a sbagliare. I video con le sue dichiarazioni stanno facendo il giro d’Italia e non solo.

Spunta un ultimo video inedito! Il prefetto nell’intervista girata prima della conferenza stampa incriminata davanti alle telecamere di Retesole, parla di “ipocrisia degli umbri”.

Il popolo umbro, per Reppucci, è il più ipocrita d’Italia. La sua posizione peggiora sempre di più. “Volete essere la capitale della droga? Che vi devo dire, se siete contenti che tenetevela”. Dice in uno di questi video. Oppure: “Se una madre non si accorge che il figlio si droga, si deve suicidare”. Questa è stata quella più pesante pronunciata proprio durante l’incontro svoltosi il 20 giugno che ha visto tra i partecipanti anche il procuratore generale della Corte d’Appello perugina Giovanni Galati, il questore Carmelo Gugliotta, il colonnello dei carabinieri Angelo Cuneo e quello della Guardia di finanza Vincenzo Tuzi.

Le sue frasi choc avrebbero dovuto smontare una volta per tutte l’immagine di “Perugia capitale della droga” che negli ultimi anni è stata venduta come un dato di fatto dai media locali e soprattutto nazionali, ma così non è stato. Le sue parole hanno scatenato clamore al punto da spingere il ministro a sollevarlo dal suo incarico. E’ così è stato fatto con il plauso del premier Matteo Renzi, che non perde tempo e scrive su Twitter: “Le frasi del Prefetto di Perugia sono inaccettabili, specie per un servitore dello Stato. Sono grato al Ministro Alfano per l’intervento”.

Fra le prime reazioni in Umbria, dopo l’annuncio di provvedimenti da parte di Alfano, quella del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi che in un tweet dà “piena e totale solidarietà a tutte famiglie che vivono dramma tossicodipendenza. Inaccettabili dichiarazioni prefetto Perugia”. Così come i responsabili della Comunità Incontro di Amelia che da 34 anni sono impegnati nel recupero dei tossicodipendenti: “La famiglia è la prima a rendersi conto se un figlio si droga e se sbaglia lo fa in buona fede. Nelle famiglie – spiegano – subentrano poi la vergogna, il pudore, ma è un problema che va affrontato”. “Ci sono tante mamme che ci chiamano – aggiunge Claudio Previtali, uno dei responsabili della struttura di Amelia – che ti chiamano perché si rendono conto”.

Il tutto è partito da una lettera scritta da Antonella Duchini, il procuratore distrettuale Antimafia di Perugia, dopo aver letto su umbria24 le sue dichiarazioni. Duchini si dissociava da quanto affermato dal prefetto in particolare quando ha detto: “Devono combattere insieme a noi, se un figlio si droga è un fallimento per un genitore”.

Le sue frasi hanno fatto mobilitate tutte Prefetture d’Italia. Reppucci ha provato in tutti i modi a difendersi.
“Spero di incontrare al più presto il procuratore Duchini per chiarire che nel merito c’è in realtà totale accordo su quanto sostiene. Se qualcuno si è offeso per la forma, per le parole che ho usato verso le famiglie, mi scuso. Il mio intento non era certo offendere ma provocare, scuotere, svegliare, lanciare un accorato appello a lavorare tutti insieme nella stessa direzione, famiglie comprese, senza scaricare, magari, sulla scuola o sulle possibili risposte repressive il problema della droga. Ho pur sempre parlato da nonno e genitore, da persona convinta che, se i problemi sociali non si affrontano, si trasformano in problemi di ordine pubblico. ‘Aiutateci ad aiutarvi’, questo volevo soprattutto dire”.

Dopo quanto accaduto e dopo la sua rimozione Reppucci preferisce stare in silenzio “Non ho altro da dire”.

Intanto, però, c’è chi lo difende. I dirigenti della prefettura sono dalla sua parte e hanno scritto una lettera con i ringraziamenti, c’è pure il Siulp, lo difende anche un assessore della Regione Calabria, fino ad arrivare a Vittorio Sgarbi che lo difende parlando in tv. Non per ultimo una lettera anonima a firma di uno studente fuori sede di Perugia che lo difende scrivendo due pagine e inviata alle redazioni. Lettera già nelle mani del procuratore Duchini.

Detto questo al Viminale già si lavora al cambio della guardia: Perugia avrà un nuovo prefetto. Troppo tardi, oramai, per le scuse!

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