Cascata delle Marmore, degrado, Terni dovrebbe gemellarsi con le città di Niagara Falls

TERNI – Terni dovrebbe gemellarsi con le città di Niagara Falls (Usa-Canada). L’avvio di un simile rapporto avrebbe molto da insegnare nell’ambito della valorizzazione del contesto esterno a un sito naturalistico di altissimo spessore che accomuna queste città. Eppure, non c’è che dire, il territorio limitrofo alla Cascata delle Marmore – per intenderci, quello al di fuori dell’area naturalistica, per un raggio di un paio di chilometri – non è uno spettacolo gradevole, né si addice alle condizioni di integrità di ambiente e decoro che dovrebbero contraddistinguere un luogo paesaggisticamente rilevante, pure in attesa di essere riconosciuto patrimonio dell’umanità Unesco.

Basta attraversare a piedi il parcheggio limitrofo alla biglietteria o costeggiare la strada statale per rendersi conto che la pressione antropica è impattante. Tetti cinerei, cavi volanti, segnaletica storta o divelta, antenne televisive, baracche a bandoni, edifici degradati, scrostati e sporchi di smog, cassonetti in vista e persino una pompa di servizio dismessa: tutto ciò concorre ad offendere la vista di quello che è uno dei siti naturalistici più importanti d’Europa. L’inquinamento visivo arriva a Collestatte Piano, partendo subito dopo il ponte della Terni-Rieti, dallo stile in sé valorizzante entro un contesto tanto negletto –basti pensare a certe discariche assai note alle cronache o alle decine e decine di tralicci e linee elettriche aeree che deturpano il paesaggio. Numerosi cartelloni pubblicitari imbrattano lo scenario, cui si aggiunge l’assoluta noncuranza dei dettagli, con proliferazione di pali elettrici (anche datati), fermate bus indecorose, marciapiedi inesistenti o schiacciati sulla soglia della carreggiata. Il contesto al di fuori del parco, insomma, andrebbe completamente qualificato e curato alla pari dello spazio interno.
Andrebbe rivista anche la struttura che accoglie i punti vendita di souvenir il cui interno assomiglia più a un’edilizia cimiteriale che a un polo attrattivo per i turisti. Per non parlare della centrale di Pennarossa, imbrattata volgarmente da scritte improprie, passando per la qualità estetica dei nuovi corpi illuminanti, che tutto hanno fuorché il design di un centro turistico d’eccellenza.

Anche le aiuole sono trascurate e alcune ringhiere finiscono per essere attaccate dalla ruggine. Purtroppo dobbiamo far fronte anche alla sicurezza stradale del tratto che costeggia le abitazioni fino all’uscita della galleria sul lato opposto, dove le auto sfrecciano ben al di sopra della norma prevista, creando notevoli disagi ai pedoni. Inoltre va constatata l’urgenza di apporre un guardrail in acciaio-legno, conforme al decoro del sito, per evitare soste azzardate, specie poco prima del tunnel. Impropria anche la tipologia di recinzione del canale Pennarossa –luogo che appartiene alla storia dell’industria idroelettrica e che andrebbe valorizzato– piuttosto simile a quella di un penitenziario o di una zona militare. E purtroppo quella che dovrebbe essere la “porta” naturale di Terni, che più di ogni altro luogo dovrebbe essere protetta, finisce per essere segnalata anche dai cittadini come sinonimo di trascuratezza e di degrado. Considerando l’alto costo del biglietto, specie per le famiglie in visita, è dunque necessario che Comune, Provincia e Regione si impegnino finalmente a valorizzare il sito nel modo che da tempo meriterebbe.

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