Carabiniere ucciso, i periti confermato: “Non fu incidente”

Carabiniere ucciso, Morte Emanuele Lucentini, intercettazioni e avvocati
Emanuele Lucentini

Carabiniere ucciso, i periti hanno confermato: “Non fu incidente”. Il colpo esploso dalla mitraglietta imbracciata da Emanuele Armeni non può essere partito accidentalmente. E’ quanto emerso dalla ricostruzione effettuata lunedì 10 agosto nel cortile della caserma dei Carabinieri, luogo dove alle prime luci dell’alba di sabato 16 maggio, successe quella tragedia che provocò la morte di Lucentini. Sul posto Giuseppe Berellini, avvocato della famiglia Emanuele Lucentini, con lui la collega Maria Antonietta Belluccini e i consulenti di parte, il perito balistico Martino Farneti e il medico legale Sergio Scalise.

Il sopralluogo, iniziato alle ore 11, è durato oltre due ore e mezza. La ricostruzione è stata fatta utilizzando foto scattate e video girati nelle ore successive alla morte del carabiniere, l’auto dello stesso Lucentini, quella di un collega e l’autoradio utilizzato da Lucentini e da Armeni per svolgere il turno di notte.

Il tutto è stato posizionato come quel giorno. Il risultato della perizia lo ha riconfermato: la traiettoria del proiettile esploso da Armeni fu orizzontale e partito a circa 160 cm di altezza.
La traiettoria riconfermerebbe, dunque, a pieno la tesi portata avanti dalla procura di Spoleto secondo le cui indagini Armeni sparò in maniera volontaria. Oltre alla perizia anche i rilievi effettuati dal medico legale Scalise dopo l’esame autoptico compiuto sulla salma di Lucentini. La relazione della perizia avvenuta lunedì 10 agosto – hanno riferito i legali- verrà depositata in Procura in questi giorni.

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