Carabiniere arrestato, ecco come convinceva le sue vittime

“Abuso? Non è da me. Però se lo fai e mi tratti in maniera diversa, dopo anche io posso..”

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Carabiniere arrestato, ecco come convinceva le sue vittime

Stefano Tittarelli di 53 anni. Questo il nome del brigadiere che da venerdì scorso è agli arresti domiciliari, arrestato dai colleghi del comando provinciale. L’uomo è accusato di violenza sessuale ai danni di tre donne. In particolare è accusato di aver avuto rapporti sessuali con una prostituta in caserma e con una giovane affetta da problemi psichici. I fatti contestati al carabiniere risalgono al 2015.

L’ha convinta promettendo facili guadagni in cambio di filmati di rapporti sessuali da mandare all’estero. E’ questa la ricostruzione che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere del carabiniere.

“Le foto te garantiscono che non se vede niente…ce guadagno anche io su sto discorso. Se me danno 100 euro, 20 le prendo io e 80 le do a te..ecco ma tocca fallo un po’ sennò la parte del sesso li manderemo all’estero, non in Italia. Ma voglio un assaggio se devo espormi”, diceva Tittarelli ad una delle vittime, la ragazza affetta da “inferiorità psichica”. Fatti che il giudice stigmatizza: “Non vi è dubbio che il brigadiere, forte della sua posizione di autorevolezza e allettando la ragazza con la promessa di facili guadagni nel commercializzare video e foto hard, abbia approfittato della palese fragilità emotivo/relazionale della vittima per ottenere favori sessuali”. Il tutto alla luce della personalità “al limite del patologico”, come è definita dall’accusa.

Alla prostituta, nel colloquio all’interno della caserma, il brigadiere diceva: “Io chiedo. Abuso se ti dico me lo fai o ti denuncio. Quello è abuso no? Quello io non lo farei mai no…non è da me. Però se lo fai e mi tratti in maniera diversa, dopo anche io se posso..”.

Il Gip Alberto Avenoso non la pensa così e ricostruisce il contorno dei fatti. Tittarelli esordisce citando altre prestazioni sessuali della donna e aggiunge che però lui non può pagare “perché sarebbe disdicevole per uno nella sua posizione, poi, specificando che per lui il concetto di abuso aggiunge eloquentemente, però se lo fai e mi tratti in maniera diversa, dopo anch’io se posso…prospettandole evidentemente protezione”.

Inoltre, come spiega il giudice, è di dicembre scorso la scoperta di un ulteriore video in cui un’altra donna che va in caserma per un furto viene costretta ad un rapporto a cui tenta più volte di sottrarsi.

L’uomo è ai domiciliari nella casa di Gualdo Tadino e sarà interrogato venerdì in tribunale, assistito dall’avvocato Nicola Di Mario, che si prepara al ricorso al Riesame.

Carabiniere

 

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