Campo nomadi a Sant’Eraclio, è protesta

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Campo nomadi Sant’Eraclio

da Marcello Migliosi e Morena Zingales
Il concetto è chiaro. E’ molto probabile che un campo nomadi, forse più grande dell’Umbria, nascerà in località Fosso Rio S.Eraclio sud, grazie all’inerzia e menefreghismo del Signor sindaco. E’ quanto è stato detto nella protesta avvenuta in piazza Umbra a Foligno, nella giornata di oggi, domenica 26 luglio 2015. Erano presenti una delegazione del WWF, del Movimento 5 stelle, i comitati dei cittadini e CasaPound.

Il sindaco di Foligno deve trovare la soluzione. L’ordinanza nazionale prevede lo sgombero di tutte le aree in quanto generano problemi ambientali, anche dal punto di vista sanitario. «Per i rom sono state messe a disposizione le case popolari – ha detto il dottor Fausto Moretti del comitato cittadini – questi lì devono stare, lì ci sono dei mezzi di sopravvivenza civile, mentre nei campi Rom di civile c’è ben poco».

La situazione sembra essere alquanto delicata. Il campo rom che esiste attualmente, sempre a sant’Eraclio, si trova in terribili condizioni, e questo deve essere sgomberato. Da quanto appreso si potrebbero spostare in un’altra area, già acquistata da un rom, dove esiste un vincolo ambientale e pertanto non è possibile non solo l’ insediamento ma addirittura la movimentazione del terreno. Una roulotte si è già posizionata. Lì è un terreno adibito ad uso agricolo e quindi non potrebbe essere utilizzato ad altri scopi, in quanto non è sicuro anche dal punto di vista idrogeologico.

«Il sindaco non ha nessuna intenzione di emettere l’ordinanza di sequestro del terreno. Da lì devono andar via, in quanto nell’area non è possibile edificare » Ha detto Elena Campanale del comitato cittadini. Lì hanno impedito qualsiasi tipo di costruzione, è intervenuto il WWF proprio per questo. Il vincolo ambientale deve valere per tutti. Abbiamo invitato la popolazione a partecipare, ma non abbiamo inviato le istituzioni – ha concluso Elena Campanale -. Vogliamo far conoscere ai cittadini com’è la situazione, tutti devono sapere cosa succede se questi prendono il dominio di quel campo».

Sta accadendo un qualche cosa che si ripete negli anni senza vedere una soluzione. «La  responsabilità è del comune di Foligno che crede di risolvere i problemi negandone l’esistenza» – ha spiegato il dottor Fausto Moretti.

Ci vogliono ordinanze di sequestro, tutti ne hanno preso atto, meno chi di dovere. «Procrastinare nel tempo le soluzioni per il comune di Foligno e per il sindaco Mismetti – ha aggiunto Moretti – è una specie di regola. Al sindaco – conclude – chiediamo di porre sotto sequestro l’area da subito perché se cominciamo ad arrivare i famosi minori e le donne incinte tutto poi passa in cavalleria. Hanno le case popolari e lì devo stare».

Per essere più chiari. «Il terreno dove attualmente si trova una roulette è stato regolarmente acquistato dai rom – ha detto Mariagrazia Carbonari del Comitato cittadini – sono già iniziati i lavori di sbancamento. Non è possibile fare questo. Nonostante le denunce dei cittadini, nessuna azione e stata intrapresa dal nostro sindaco.  Un qualsiasi cittadino prima di muovere anche solamente una pala deve chiedere permesso al comune e qui si fanno questi lavori senza che nessuno intervenga – ha aggiunto Carbonari. Qual è il motivo? Noi qualche idea ce l’abbiamo. Sicuramente questi sono voti che fanno comodo e durante una qualsiasi tornata elettorale -ha concluso – non ci si può nemicare circa 150 voti di queste persone».

La segnalazione è stata fatta dal Movimento 5 stelle. «Io ho controllato sulla mappa catastale – ha detto Sauro Presenzini, la guardia giurata del WWF – questa area è destinata a seminativo e pascolo. E’ presente un’area demaniale che non può essere urbanizzata e, quindi, c’è un vincolo idrogeologico, nessun lavoro poteva essere fatto. Si tratta di uno sbancamento del territorio – ha aggiunto – per il quale occorre una licenza edilizia che in realtà non c’è. I lavori continuano è stato fatto un ulteriore sbancamento e livellamento di terreno. Qui c’è l’obbligo di sequestro dell’area  – ha concluso – sequestro che ancora non è stato fatto, quindi si può procedere allo sgombero coattivo con la forza pubblica, cosa che non è avvenuta, limitandosi ad emettere solo un’ordinanza.» In sintesi lo sbancamento abusivo non deve finire con un’ordinanza di ripristino, in quanto non lo farà mai nessuno.

Il gruppo dei manifestanti da Piazza Umbra si è poi spostato verso quell’area destinata al campo rom. Tensioni sono scoppiate tra i manifestanti ed il proprietario del terreno, che come già detto è un rom. Quest’ultimo avrebbe detto ai presenti: «Fateci l’abitudine che questa faccia la vedrete molto spesso». Il proprietario avrebbe poi dichiarato alla stampa che quel pezzo di terra è il suo e solo lui con la famiglia andrebbe a vivere e nessun altro. «Sono solo io, 4 persone e basta, questa è terra mia, l’ho comprata io e solo io ci starò, nessuno all’altro.  Io e la mia famiglia e basta». Ma questo è ancora tutto da vedere. Intanto una raccolta di firme è stata attivata per lo sgombero dell’aria.

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