Caccia troppi morti. Il WWF scrive al Ministro, a Prefetti e assessore Cecchini

Eventi qualificabili come omicidi colposi per imperizia negligenza e colpa grave

Caccia troppi morti. Il WWF scrive al Ministro, a Prefetti e assessore 

Caccia troppi morti. Il WWF scrive al Ministro, a Prefetti e assessore

Spett.le Ministro, Spett.le Assessore, in conseguenza del susseguirsi di tragici eventi luttuosi che di recente si sono registrati in un preoccupante crescendo (anche in Umbria) durante le battute al cinghiale, purtroppo si devono registrare con preoccupazione sia le morti che il ferimento, anche di persone che sono del tutto estranee alle battute al cinghiale.

II partecipanti ad una battuta al cinghiale, che in qualche misura consapevolmente, se ne accollano e ne accettano il rischio intrinseco ed ipotetico, sono comunque avveduti circa la percezione del pericolo legato alla complessità della caccia per dei mammiferi di grossa taglia, il cui habitat naturale è il bosco, la boscaglia , zone impervie e il cespugliato, che intuibilmente non agevola la sua ricerca, individuazione e il suo abbattimento in condizioni di massima sicurezza, come invece dovrebbe essere, ma che -stante i fatti di cronaca- …così non è!!!

Il sottoscritto, che riveste il ruolo di Coordinatore regionale delle Guardie Giurate del WWF ( Guardie che sono addette, ope legis, al controllo e vigilanza sulla caccia), non può esimermi dal segnalare quali siano le importanti concause (a giudizio dello scrivente), che contribuiscono a renderla tragicamente luttuosa, tanto da renderla oggi, un costante bollettino di guerra, … quasi quotidiano, relativamente ai cosiddetti “incidenti” di caccia.

Durante i nostri controlli sulle battute al cinghiale e nella verifica dei registri di battuta, si può apprezzare l’elevata età media del partecipante 60-75 anni, i quali partecipanti, oggi quasi sistematicamente utilizzano le micidiali carabine a canna rigata, armi che riescono a sparare proiettili a una distanza inimmaginabile, basta consultare il sito della “Beretta Armi” alla sezione balistica, per avere conferma delle gittate massime di un proiettile vagante ( che seppur con un tiro a parabola e senza nessuna precisione) va oltre i 4 km di distanza. Una potenza veramente spropositata, rispetto alla preda da abbattere.

Poiché la legge 157/92 vieta l’uso di fucili a canna rigata, se non ad una distanza di sicurezza pari ad almeno una volta e mezzo la gittata massima, ci si domanda quindi ragionevolmente, dove possa essere quel luogo, quel territorio in Italia per usare dette armi in completa sicurezza, dove in un raggio di 6 km non vi siano strade, case, vie di comunicazione, luoghi di lavoro, ferrovie ecc.

Veniamo quindi alle concause che contribuiscono fortemente a generare i cosiddetti incidenti di caccia, che più correttamente le singole Procure inquadrano invece, tra gli omicidi colposi, causati da imperizia negligenza e colpa grave, durante il maneggio delle armi da parte del cacciatore di turno. Vengono oggi sistematicamente usate le micidiali carabine, da terra, ovvero senza aver predisposto nel luogo delle battute delle altane o palchetti, oppure individuare unicamente postazioni sopraelevate, che consentano immancabilmente di avere sempre e comunque una traiettoria del proiettile dall’alto verso il basso, in maniera tale che, eventualmente fallito il bersaglio, il proiettile della carabina scarichi a terra la sua potenza mortale.

Si suggerisce quindi di limitare l’uso di dette carabine, destinate al solo abbattimento da predeterminate postazioni e che esse possano essere attivate/caricate solo dopo aver raggiunto il luogo di posta assegnato, tale limitazione deve valere quindi anche durante il trasporto dell’arma dalla vettura verso detto luogo, l’arma deve sempre e comunque essere scarica e in custodia anche per evitare gli incidenti in itinere.

Non a caso una della prevalenti infrazioni rilevate e contestate dalle nostre Guardie e dagli altri organi di vigilanza, riguardano appunto l’esercizio della caccia, senza rispettare le distanze di sicurezza da strade, case e luoghi di lavoro, quando non addirittura cacciare e/o inseguire la preda direttamente sulla strada, e/o nei pressi di abitazioni, fidando dei luoghi impervi e poco frequentati e/o visibili e dalla scarsità dei controlli.

Ulteriore ipotetica concausa, deriva dal fatto che normalmente i partecipanti alle battute al cinghiale, vista la complessità della “costruzione” della battuta, ovvero la predisposizione e l’assegnazione delle poste, avviene sempre in tarda mattinata circa tra le 10.00 e le 12.00 e prima di prendere posizione, è in uso effettuare una “robusta colazione” con carne alla brace e/o altri alimenti, …annaffiati da numerose e generose damigiane di vino da 5 litri per (anche) 70 partecipanti, vino che invece, sempre a giudizio dello scrivente, non dovrebbe mai e comunque “circolare” in vista del prudente, corretto, vigile e reattivo uso di armi potentissime, oggi in mano a persone che spesso sono anche malferme sulle gambe, con la vista, l’udito e i riflessi di certo non ai massimi livelli, stante l’età, …ma questo è un dato statistico oggettivo!

Si chiede quindi autonomamente, ognuno per le rispettive competenze, (anche avvalendosi degli U.T.G. locali) di:

  • 1) voler valutare l’opportunità di limitare l’uso di dette armi a canna rigata con le modalità di cui sopra, ovvero consentirne l’uso solo ed esclusivamente da postazioni sopraelevate e/o altane, di trasportarle sempre e comunque scariche e in custodia fino al punto esatto dove verrà assegnata la posta, e soltanto raggiunto il luogo, sarà possibile caricarla ed iniziare la caccia, per evitare incidenti in itinere (una preda in più, non vale mai la vita di una persona);
  • 2) di vietare tassativamente sia l’uso ma anche la detenzione (ai partecipanti alle battute al cinghiale), di sostanze alcoliche, anche avvalendosi di prescrizioni e/o limitazioni consentite dal T.U.L.P.S. in tema di maneggio e (o detenzione di armi);
  • 3) di modificare e/o integrare la normativa regionale, al fine di aumentare la sicurezza durante le battute, sia per quanto riguarda le persone partecipanti, sia per quanto riguarda gli estranei alla battuta che comunque possono sempre essere presenti e accedere e/o trovarsi in dette aree (anche in maniera inconsapevole), eliminando quasi totalmente la possibilità di rimanere uccisi e/o feriti a motivo di qualche pallottola vagante (se rispettate le nuove indicazioni/prescrizioni suggerite) visto che la limitazione di utilizzo non vedrebbe mai la pallottola vagare se fallito il bersaglio.

Crediamo sia oggi opportuno, diminuire la percezione di pericolo da parte dei cittadini che non sono cacciatori, derivante da un tipo di caccia molto cruenta, rumorosa, invasiva con urla, spari, ululati di decine di cani, che fanno oggi considerare i boschi e i luoghi di caccia quasi zone off-limits come se si trattasse di aree militari dove è interdetto vietato il transito e la sosta.

Ritenendo di avere contribuito, suggerito, individuato alcune concause che oggi sono spesso presenti durante il registrarsi e il ripetersi di tragici eventi, si riferiscono alle Autorità vostre le informazioni di cui sopra, affinché possano valutare ed assumere una ponderata decisione dopo un prudente apprezzamento di quanto riferito (e se ritenuto), possano eventualmente adoperarsi nel senso qui auspicato.

A disposizione per ulteriori eventuali chiarimenti si rendessero necessari, mi è gradita l’occasione per porgerVi cordiali saluti. Sauro Presenzini Coordinatore regionale Guardie Giurate WWF Italia Onlus

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1 Commento

  1. Se guido un’Auto devo essere assolutamente sobrio,pena la sospensione della Patente.Se uso armi a qualsisi titolo devo essere in pieno possesso delle mie capacita’ Psico-Fisiche.Questo lo dice non solo il buon senso ma la legge.Sarebbe necessario fare gli alcol test in tutte queste situazioni.

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