Botte, parolacce e minacce ai figli minori, in carcere i genitori

I Carabinieri arrestano per maltrattamenti in famiglia due conviventi ternani

Tutela dei minori e mass media, il 25 febbraio convegno a Perugia

Botte, parolacce e minacce ai figli minori, in carcere genitori

Questa mattina i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Terni hanno arrestato due conviventi ternani eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei loro confronti dal G.I.P. del Tribunale di questo capoluogo per maltrattamenti in famiglia continuati commessi dalla coppia ai danni dei due figli minori.

La misura cautelare scaturisce dai gravi comportamenti posti in essere dagli indagati che i militari, seguendo le indicazioni del Pubblico Ministero titolare del relativo fascicolo processuale, D.ssa Elisabetta MASSINI, hanno accertato con una accurata ma rapida attività investigativa.

Come illustrato nella conferenza stampa tenutasi presso questo Comando Provinciale, la delicata indagine, partita da una segnalazione dei Servizi Sociali che hanno raccolto una serie di problematiche nella gestione dei minori pervenute sia dall’assistente sociale, che dall’ambito scolastico e sanitario, nonché da alcuni conoscenti della coppia, ha infatti accertato che i figli degli arrestati vivevano in una situazione familiare assolutamente inadeguata caratterizzata da continui e gratuiti maltrattamenti da parte dei genitori.

I due minori, entrambi in tenera età e gravati da patologie per le quali sono destinatari di una pensione di invalidità, erano trattati con violenza fisica, verbale e psicologica. Oltre ad essere oggetto di botte, parolacce e minacce, non ricevevano dai genitori nessuna cura né della persona né morale.

Accuditi in maniera superficiale ed inadeguata solo da un’amica convivente della coppia, i bambini, costretti a vivere in un appartamento tenuto in scarse condizioni igienico-sanitarie, erano malnutriti, non curati nella pulizia personale ed assolutamente abbandonati a loro stessi.

I conviventi, di fatto figure genitoriali del tutto assenti tanto da rimanere indifferenti ai chiari segnali di bisogno di affetto e protezione dei loro figli, non li coinvolgevano in alcuna normale e necessaria attività educativa o ludica, relegandoli spesso nella loro cameretta.

I minori, spesso messi a letto senza neanche togliergli gli stessi abiti che avevano indossato tutto il giorno, vivevano in famiglia in un disinteresse dei loro genitori che non li coinvolgevano mai in conversazioni o giochi respingendo anche la loro necessità di contatto fisico con gli adulti.

L’attività investigativa in questione, per l’ennesima volta, ha portato allo scoperto il possibile perpetrarsi ai danni dei minori, in un ambito come quello familiare che dovrebbe invece garantirne la massima protezione, di comportamenti di estrema ed inaudita brutalità.

D’altro canto la drammatica situazione, grazie alla sensibilità istituzionale alla tutela delle cd “fasce deboli” ancora evidenziata sia dalla Procura di Terni e dalle Forze di Polizie che dai vari Uffici Pubblici a vario titolo e con diverse competenze deputati alla “protezione sociale”, con una rapida ed incisiva azione, è stata prontamente interrotta ed i minori potranno ricominciare a trovarsi circondati da adulti che pensano e si preoccupano dei loro bisogni e del loro benessere.

Botte

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