Blitz alla Gesenu, traffico illecito di rifiuti, 12 indagati, nel mirino 2 discariche

Blitz alla Gesenu, traffico illecito di rifiuti, Forestale alla sede di Ponte Rio
Blitz alla Gesenu, traffico illecito di rifiuti, Forestale alla sede di Ponte Rio

Blitz alla Gesenu, traffico illecito di rifiuti, 12 indagati
Blitz del Corpo Forestale dello Stato lunedì mattina, 12 ottobre 2015, nella sede di Gesenu. Alcuni documenti sarebbero stati acquisiti, nell’ambito di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia partita nel 2014. La visita è stata disposta dalla procura della Repubblica di Perugia.

Da quanto appreso, sarebbero 12 le persone iscritte nel registro degli indagati tra tecnici e amministratori della società che gestisce la raccolta dei rifiuti della provincia in maniera diretta o attraverso società controllate e partecipate. Sarebbero tutti indagati, in concorso tra loro, di traffico illecito di rifiuti e avvelenamento colposo di acque, mentre per otto, l’accusa contestata dal pm Valentina Manuali, sarebbe di associazione a delinquere. Sarebbero coinvolti anche manager e tecnici di Gesenu e Tsa.

Otto le perquisizioni nella sede a Ponte Rio, in via della Molinella, Pietramelina, nella discarica di Borgogiglione e in quello della Tsa a Soccorso di Magione, compresi anche due laboratori di analisi e di una ditta di trattamento intermedio ad Assisi. Impegnati una cinquantina di uomini del Nucleo investigativo della Forestale di Perugia con il supporto di quelli di Terni.

L’indagine si incentra sulla discarica di Pietramelina e sul trattamento dei rifiuti anche presso l’annesso impianto di compostaggio. Gli accertamenti hanno riguardato in particolare la quantità e la qualità dei rifiuti trattati a Pietramelina. Soprattutto per le procedure adottate per il trattamento presso l’impianto di compostaggio, le modalità di gestione del percolato e il suo smaltimento. Verifiche anche sulla tenuta del fondo della discarica riguardo a possibili accumuli pericolosi di percolato. Secondo gli inquirenti, dalle indagini già svolte sono emerse ipotesi di violazione della normativa in materia ambientale e nel trattamento dei rifiuti. Si tratterebbe di accertamenti molto tecnici sui quali al momento non vengono forniti altri particolari.

L’Amministrazione comunale di Perugia ha appreso attraverso i media la notizia di un’indagine che riguarda la Gesenu. Nella duplice veste di socio e di utente, sta seguendo con attenzione la situazione, soprattutto nell’ottica di tutela dei propri cittadini. Il Sindaco ha già provveduto a raccordarsi con gli amministratori di nomina pubblica affinché il Comune sia tempestivamente informato sull’evolversi della situazione, anche al fine di valutare eventuali iniziative da intraprendere.

“Fare chiarezza il prima possibile, per noi sindaci è un fulmine a ciel sereno: su discarica di Borgogiglione e sul gestore Tsa, azienda di cui i comuni del lago sono soci maggioritari, abbiamo infatti sempre avuto giudizi positivi, anche da parte di soggetti terzi ed imparziali”: lo dicono i sindaci dell’area del Trasimeno (Corciano, Castiglione del Lago, Magione, Città della Pieve, Passignano, Panicale, Piegaro, Tuoro e Paciano) in una nota congiunta a commento dell’inchiesta Gesenu. I sindaci dei nove comuni lacustri ribadiscono “massima fiducia nella magistratura” invitandola “a chiarire con rapidità gli aspetti e le responsabilità che emergono dall’inchiesta, in particolare quelle che secondo gli inquirenti ricadrebbero su Trasimeno servizi ambientali (Tsa). Sulla base degli elementi in nostro possesso – sottolineano – la discarica di Borgogiglione è uno dei siti di smaltimento rifiuti con i migliori parametri ambientali in Umbria ed il gestore Tsa è un’azienda a maggioranza pubblica che ha sempre lavorato, a partire dai propri vertici, in maniera trasparente e professionale. Sull’aspetto che più preoccupa dell’inquinamento – tengono a sottolineare – è bene ricordare, per evitare allarmismi, che oltre alle analisi interne, il sito di Borgogiglione è monitorato anche dall’Agenzia di protezione ambientale dell’Umbria. Questa, protagonista anche di un protocollo aggiuntivo di monitoraggio, non ha mai ravvisato – concludono i sindaci del Trasimeno – problemi significativi legati alla gestione dell’impianto e all’interazione tra questo e l’ambiente circostante: ciò nonostante, nel caso fosse necessario, si è pronti ad adottare immediati provvedimenti a tutela dell’ambiente”.

L’azienda comunica di aver già messo tutta la documentazione inerente a disposizione del Corpo Forestale dello Stato, incaricato allo scopo dell’acquisizione di materiale informativo presso le sedi e stabilimenti aziendali nel comune di Perugia. Riguardo al procedimento in corso l’azienda Gesenu S.p.A. ripone la massima fiducia nell’operato della Procura della Repubblica e del Corpo Forestale dello Stato per addivenire ad un veloce accertamento della verità.

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