Banca Etruria, Banca Marche…risparmiatori traditi altro che formiche

L’Unione Nazionale Consumatori Umbria sottolinea come lo stato di crisi di questi quattro istituti bancari era ben noto

Banca Etruria, Banca Marche…risparmiatori traditi altro che formiche

I risparmiatori sono nuovamente traditi. Così si esprime l’avv. Damiano Marinelli, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria. “Stiamo ricevendo in questi primi giorni della settimana tantissime telefonate di risparmiatori angosciati dall’aver appreso la notizia di aver perso tutto. Spesso soggetti con una minima conoscenza finanziaria, alle quali sono stati collocati degli strumenti finanziari complessivamente rischiosi, come le obbligazioni subordinate. Molti hanno perso tutto, senza nemmeno una diversificazione finanziaria, e ora rischiano da un giorno all’altro di non avere più nessun risparmio… in questo caso le formiche avrebbero dovuto fare le cicale, ma si sono fidate del sistema complessivo e ora non possono essere abbandonate. I nostri sportelli territoriali stanno acquisendo molte pratiche, abbiamo organizzato un pool di legali per seguire la questione, a livello locale e nazionale”.
Come ormai di dominio pubblico domenica 22 novembre il Governo ha emanato un decreto legge, in vigore dal giorno dopo, per il salvataggio di quattro banche “malate”: Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio (ed in Umbria le segnalazioni pervenute sono soprattutto rispetto a questi due istituti bancari), Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti. Il decreto, emanato ai sensi del D.Lgs. n. 180/2015, ha evitato il ricorso a fondi pubblici ed ha preservato i diritti di correntisti, depositanti e titolari di obbligazioni ordinarie, ma ha disposto l’azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate emesse dalle quattro banche. Le quattro banche hanno riaperto, con gestione provvisoria, immediatamente con i nuovi nomi di: Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, Nuova Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti. Per ora sono interamente possedute dal Fondo di Risoluzione istituito dal D.Lgs. n. 180/2015 gestito dalla Banca d’Italia (ove sono anche temporaneamente istituite le rispettive sedi legali) e finanziato da Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi Banca.
L’Unione Nazionale Consumatori Umbria sottolinea come  lo stato di crisi di questi quattro istituti bancari era ben noto alle Autorità di Vigilanza da molto tempo. E si sottolinea ancora come in Italia manchi una vera cultura finanziaria, che porta poi a dissesti di questo tipo.

L’Unione Nazionale Consumatori Umbria non abbandonerà i propri associati e i risparmiatori tutti, predisponendo delle iniziative per cercare di recuperare il danno subito dagli azionisti e, soprattutto, degli obbligazionisti delle quattro banche.

Il pool di avvocati si sta attivando per studiare la complessa questione (che naturalmente assume dei connotati del tutto nuovi nel panorama bancario italiano) ed in particolare sta valutando la possibilità di presentare un esposto penale per la valutazione e verifica di eventuali responsabilità (e responsabili) che hanno determinato tale situazione, oltre ad una azione civile per l’accertamento dell’eventuali responsabilità dell’emittente e degli organi di vigilanza e contro l’eventuale banca negoziatrice per l’omissione di informazioni sugli strumenti finanziari venduti e la mancata trasparenza. Inoltre si sta valutando di sottoporre all’attenzione della Corte Costituzionale il provvedimento legislativo de quo, con procedimenti atti proprio a questa funzione.

Si chiede a tutti i risparmiatori interessati di inoltrare una e-mail all’indirizzo info@consumatoriumbria.it lasciando i propri recapiti per poter essere contattati.

La Segreteria UNC  Umbria

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