Baby squillo a Terni, l’Ape regina accusa una delle ragazzine

APEreginaMUDAVOIOSulla esistenza di una agenda segreta, in cui sarebbero stati annotati con cura gli appuntamenti delle baby escort ternane con i loro clienti di proprietà della romena Aurelia Mudavoio, c’è molto disaccordo. C’è chi sostiene che la lista esisterebbe e chi, invece, come l’avvocato della cosiddetta Ape Regina, Proietti, sosterrebbe che di agende non ce ne sono proprio. E per quanto ci è dato a sapere i carabinieri di Terni non avrebbero proprio trovato alcuna rubrica. Una notevolissima mole di numeri telefonici archiviati nel cellulare della romena, invece, sarebbe  al setaccio degli investigatori dell’arma. L’Ape Regina, alla presenza del suo difensore, l’avvocato Massimo Proietti, ieri è stata interrogata per due ore di fila dal gip Andrea Claudiani nel carcere di Capanne, a Perugia. La Mudavoio è stata collaborativa con gli inquirenti, cercando di depotenziarne la carica.

La linea difensiva si è basata sull’accusare la più grande delle baby squillo di avercela con lei. Secondo la donna di 27 anni, arrestata all’alba di sabato 17 maggio dai carabinieri, la sua accusatrice aveva una relazione sessuale con suo marito ed era pazza di gelosia nei suoi riguardi.

Aurelia ha ammesso di avere ospitato a casa sua una delle tre minorenni, ma non per farla prostituire. Secondo l’avvocato Proietti è improprio parlare di favoreggiamento della prostituzione visto che non c’era una condotta abituale e sistematica in questo senso. Nell’abitazione della donna non sarebbero state trovate agende segrete, ma i suoi cellulari sono pieni zeppi di nomi su cui adesso l’attenzione degli inquirenti è massima. Il numero dei clienti, che rischiano di essere accusati di prostituzione minorile, potrebbe aumentare ancora. Secondo l’avvocato Proietti sarebbe improprio parlare di favoreggiamento della prostituzione, visto che c’era una condotta abitale e sistematica rispetto ai rapporti sessuali.

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