Attentati di Parigi, il terribile racconto degli umbri

Attentati di Parigi, il terribile racconto degli umbri

Attentati di Parigi, il terribile racconto degli umbri
Tanti erano gli umbri che si trovavamo a Parigi durante gli attentati dell’altra sera. Da Gualdo, a Foligno, da Marsciano a Campello, poi Fratta Todina e Assisi. Ecco le testimonianze di chi si trovava nei pressi degli attacchi di venerdì sera nella capitale francesce.

Diego, 38 anni, originario di Spoleto, ma da anni romano d’adozione, venerdì sera era con la fidanzata parigina al theatre La Gaite lyrique. Diego di Spoleto ha raccontato di come è rimasto barricato con la fidanzata nel ristorante per ore prima di poter uscire e scappare: «Non uscite dal locale, qui vicino sparano alla gente per strada».

Tutti bloccati «non ci facevano avvicinare alle finestre, che affacciano sulla strada e chi voleva uscire veniva avvertito di fare massima attenzione. Verso le tre del mattino hanno iniziato a far uscire la gente dal retro a piccolissimi gruppi, ma in molti sono rimasti dentro perché non c’erano modi di tornare a casa. Alla fine verso le 4 siamo riusciti a prenotare un uber: ci ha portato a casa un certo Abdullah, un distinto arabo islamico con barbetta e berlina nera, era più scioccato di noi per quello che aveva visto egli avevano raccontato altri clienti, alcuni dei quali rientravano dal Bataclan».

«Ero a 200-300 metri dai ristoranti dove si sono consumate le stragi. La sera prima ho pranzato sulla stessa terrazza dove tante persone sono state massacrate, ero lì giovedì a una festa di compleanno». Sono le parole di Gianluca Costanzi, di Gualdo Tadino, che da circa 10 anni vive e lavora a Parigi. Gianluca è stato tra i primi, dopo gli attentati a Parigi, a lanciare un messaggio su Facebook per tranquillizzare tutti. Si trovava a pochi metri dalle sparatorie ed è stato costretto a fuggire in strada. «Stiamo bene, eravamo solo alla porta accanto, stiamo andando a casa ora»: ha scritto.

Tutto bene anche per due famiglie di Fratta Todina, in vacanza anche loro a Parigi nel week end. Sta bene anche la famiglia assisana che gestisce un ristorante nel centro della ville lumiere: «Grazie a tutti quelli che ci hanno scritto, stiamo bene, ma la paura è stata tanta. Siamo stati fortunati, non eravamo al posto sbagliato nel momento sbagliato».

«Grazie a tutti per i tanti messaggi. Stiamo bene, tutto ok»: così uno dei due marscianesi che venerdì erano nella capitale francese.

Incolume una ragazza di Bettona, conosciutissima a Santa Maria degli Angeli e nel comprensorio, anch’ essa a Parigi, dove da poco risiede: «all’ora della tragedia – ha scritto su Facebook – mi trovavo fortunatamente in un’altra vicina cittadina».

«Siamo scioccati e abbiamo paura, ma stiamo bene e ci sentiamo protetti». Parole di Massimo Maltempi, folignate che da circa due anni vive a lavora a Parigi, che ieri sera è passato auto davanti allo Stade de France proprio al momento dell’attentato, insieme alla compagna Guglielmina Barbieri, folignate anche lei. Massimo Maltempi lavora per la Europ Assistance, una società di soccorso stradale. Vive nel 17esimo arrondissement, vicino all’Arc de Trionphe, abbastanza distante dal decimo dove si trovano il teatro Bataclan e Place de la Republique.

Sebastiano 21 anni, è nato e cresciuto a Spoleto, dove la famiglia gestisce una storica trattoria del centro, e dal marzo scorso vive a Parigi dove lavora come chef de partie al Terroir Parisien di Rue Sait-Victora circa 4 chilometri da Bataclan: «Vivo nel 15esimo arrondissement – racconta – ed ero in casa con altre persone quando i nostri telefoni hanno iniziato a squillare, erano amici parigini che ci dicevano di non uscire».

Buone notizie anche dalle due persone sempre di Assisi, un uomo e una donna con compagnia al seguito, sempre a Parigi in questi giorni. «Ho appreso quello stava succedendo dal telegiornale, per fortuna venerdì sera siamo rimasti a casa racconta – quello accaduto mi ha sconvolto come ha sconvolto mio marito, che lavora proprio nell’XI arrondissement dove si sono verificate le esplosioni». Lo ha detto Giorgia nata a Roma e poi residente a Campello sul Clitunno vive e lavora a Parigi da 10anni sposata con un francese e due figli piccoli.

Giacomo Bastianelli di Torgiano e Barbara Pagliaro di Perugia, anche loro a Parigi, stanno bene. Margherita Matticari di Terni, che ha un atelier a Parigi e vive lì, sta bene. Gli umbri nell’inferno di Parigi sono tanti. Hanno cominciato a dare notizie di sé attraverso i social, i cellulari, con un sms o whats-app. Molti di loro hanno pubblicato selfie sui social per tranquillizzare parenti e amici lontani che stavano bene.

Attentati di Parigi

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