Asilo nido “Magnolia” di Collestrada, genitori, vogliamo essere presi sul serio

Il comitato: Noi vogliamo soltanto garantire un servizio sacrosanto, quale quello del nido a Collestrada.

Asilo nido “Magnolia” di Collestrada, genitori, vogliamo essere presi sul serio

Asilo nido “Magnolia” di Collestrada, genitori, vogliamo essere presi sul serio

dal comitato genitori dell’asilo nido “Magnolia” di Collestrada – Il comitato genitori dell’asilo nido “Magnolia” di Collestrada, in seguito all’assemblea pubblica tenutasi il 20 aprile al C.V.A. di Collestrada, ha deciso di redigere un comunicato per chiarire definitivamente la propria posizione rispetto a questioni molto importanti. Innanzitutto è fondamentale il nostro essere e voler rimanere apartitici.

A nessuno di noi è mai venuto in mente di esprimere opinioni a favore di uno schieramento piuttosto che di un altro, in quanto il comitato è nato spontaneamente in seguito ad un’ingiustizia subita da cittadini che si sono ritrovati a ragionare su una via d’uscita a tale situazione.

Se vogliamo essere precisi, onesti e corretti, dal nostro operato e dalle decisioni fin qui prese, ben emerge questa caratteristica. La nostra incapacità nel gestire una situazione come quella dell’assemblea pubblica, trasformatasi in meno di un’ora in uno scandaloso e assolutamente fuori luogo teatrino di rivendicazioni politiche, dovrebbe far riflettere molto sul motivo per il quale questa protesta ha preso forma: il benessere dei nostri figli.

Già sentito, banale, detto e stradetto? Non ci interessa. Questa è l’unica ragione che ci fa muovere e ci fa mettere anche in situazioni più grandi di noi, forse, ma lo facciamo a cuore aperto, parlando chiaro, senza fare giri di parole, con quel tipo di impertinenza e testardaggine che solo le persone in buona fede possono avere.
Per quanto riguarda l’assemblea del 20 aprile, tralasciando la dinamica che tutti ormai conoscono e la fuga dell’assessore Wague, siamo rimasti più sconvolti dal fatto di non aver ricevuto risposte soddisfacenti. Il discorso che l’assessore ha iniziato e che, purtroppo, anche a causa delle nostre interruzioni, non ha potuto portare a termine, era un discorso che noi del comitato già conoscevamo. Le stesse identiche informazioni sono state fornite dallo stesso Wague il giorno in cui abbiamo presidiato il Consiglio Comunale.

Ovviamente, in sede di assemblea, avremmo voluto risposte più dettagliate, avremmo voluto la dimostrazione di un interesse maggiore, soprattutto perché l’assessore conosceva le domande che gli sarebbero state poste da noi. Unica notizia di rilievo è sembrata quella riguardante l’investimento per adeguare la Magnolia alla normativa antincendio: 400.000 euro. Una cifra buttata lì, senza dare ulteriori informazioni. Alla nostra domanda “quali sarebbero i lavori da affrontare?”, la risposta di cui ci saremmo dovuti accontentare è che l’assessore “non è un tecnico”?

E cosa dire della questione delle imminenti privatizzazioni dei nidi di Perugia? Rientra anche la Magnolia in questo disegno? (ovvero: la Magnolia viene chiusa perché non vale la pena investire in un servizio con una recettività di 24 bambini?). A questa risposta non ci siamo proprio arrivati, ma quando qualcuno ha sollevato il problema Wague ha scosso la testa, come se fosse una notizia falsa.
Venire ad un’assemblea pubblica senza fornire le spiegazioni richieste, pretendendo di fare una sorta di monologo, alzando la voce (prima ancora che la alzasse Nilo Arcudi, sia ben chiaro) con le stesse persone che ti pongono le domande e non avendo il benché minimo interesse all’incontro con i cittadini che dovresti tutelare, non è fare politica.

Il comitato, oggi, è riuscito ad avere comunque la disponibilità per un incontro privato con l’assessore. Forse i luoghi troppo affollati lo mettono a disagio, o forse ha notizie più rilevanti da fornire, chissà. Resta il fatto che, da un evento che abbiamo aspettato per quasi un mese, non sia uscito niente di buono, se non polemiche e inutili attacchi.

Forse chi fa politica è abituato a questi comportamenti, ma noi no. Noi comuni mortali poniamo domande chiare e pretendiamo risposte dirette: anche brutte, ma le vogliamo! Non si pretende che una struttura inadeguata o non a norma continui ad esistere, ma non si può pretendere da noi che crediamo a qualunque cosa ci venga detta: siamo fuori dai giochi politici, ma non siamo Alice nel paese delle meraviglie!
E allora ci scuseranno le persone che ci hanno aiutato, e capiranno quelli che credono in noi, ma la nostra decisione è sì, di andare avanti per capire cosa sia successo e cosa succederà, ma con le nostre forze: forse sbagliando, facendo più fatica, ma chi conosce i nostri visi, chi ci ha visto, sa che siamo persone sicure, determinate e decise. Ma non vogliamo più essere messi in una situazione di disagio come quella dell’assemblea.
Noi vogliamo soltanto garantire un servizio sacrosanto, quale quello del nido a Collestrada.
Noi vogliamo essere presi sul serio.

Asilo nido

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