Arrestato pusher, confezionava dosi in una stanza di un residence

Nel corso di uno specifico servizio straordinario di controllo del territorio svolto congiuntamente dagli investigatori della Squadra Mobile – Sezione “Reati contro il patrimonio”, diretti dal Dott. CHIACCHIERA e coordinati dal Sost. Commissario TRISTAINO, e dagli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Umbria e Marche”, diretti dal Dott. SANTORO, volto alla prevenzione ed alla repressione dei fenomeni di microcriminalità che interessano il centro storico, è stata compiuta una brillante operazione di Polizia Giudiziaria conclusasi con l’arresto in flagranza di reato di un giovane spacciatore, questa volta albanese, evidentemente già molto attivo nella zona.

Durante il pattugliamento della zona, il dispositivo ha letteralmente monitorato e setacciato i locali del Corso Garibaldi alla ricerca di volti noti e sospetti.

All’interno di un bar sottoposto a controllo, tra i vari avventori, è stato notato un giovane inspiegabilmente nervoso: sottoposto a perquisizione, la stessa ha dato esito negativo, ma il primo segnale di “allarme” è stato il rinvenimento di diversi telefoni cellulari con relative SIM: nel corso del controllo, da una prima scansione delle immagini presenti su uno dei due smartphone, sono state osservate delle foto di una stanza, presumibilmente, ubicata in una struttura ricettiva, con diverse “mazzette” di denaro contante posizionate in bella vista sul letto.

Ma della predetta stanza vi erano, inoltre, sia la chiave che la ricevuta: come era prevedibile, l’albanese non ha saputo indicare agli agenti a quale luogo fosse riferibile la chiave rinvenuta, indizio che ha ulteriormente insospettito ed incoraggiato i poliziotti ad approfondire la perquisizione estendendola al luogo indicato sulla fattura.

Giunti al residence indicato nella ricevuta, è stato riscontrato che la stanza numero “7” era in uso proprio al giovane, ed è stata accuratamente ispezionata.

All’interno della camera, un vero e proprio “laboratorio” per il confezionamento di dosi di stupefacente: bilancino di precisione, buste in cellophane, forbici e, sorpresa finale, un contenitore in plastica per chewing-gum contenente una polvere bianca, che la Polizia Scientifica ha analizzato constatando poi trattarsi di “cocaina” per circa 10 grammi.

Significativi, oltre a quanto rinvenuto nella camera ed alle foto del denaro notate sui cellulari, i messaggi scritti tra il pusher ed i suoi clienti: “ci sei? Per favore… come ieri… poio domenica ti porto tutto…”, oppure “ciao sono l’amico di ieri sera, ci vediamo?”, etc., in sostanza una serie di richieste di contatto e di incontro che lascia immaginare un giro d’affari, nella distribuzione di “cocaina” al dettaglio, di un certo spessore.

All’esito delle predette attività, K.E., albanese del 1991, pluripregiudicato con precedenti specifici, è stato tratto in arresto nella flagranza del reato di cui all’art. 73 del DPR. 309 del 1990 ed accompagnato direttamente a Capanne, d’intesa con il PM di turno Sost. Proc. Dott.ssa M. PUCCI.

Sarà cura degli uomini della Squadra Mobile approfondire investigativamente quali siano gli ulteriori risvolti dell’arresto effettuato, con particolare riferimento al volume di spaccio dell’arrestato ed ai suoi fornitori.

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