Allarme commissione grandi rischi, Padre Martino, non ha significato

che cosa dobbiamo fare? Ce lo dite? E' quello che chiede la gente

Terremoto Campitignano, L'Aquila, propagazione onde sismiche in grafica 3D
SHAKEMOVIE

Allarme commissione grandi rischi, Padre Martino, non ha significato PERUGIA – «Ho letto attentamente il link dei grandi rischi. Non ha nessun significato», sono le parole del direttore dell’Osservatorio “Andrea Bina” di Perugia, Padre Martino Siciliani. Noi di umbriajournal, del comunicato della Commissione Grandi Rischi ne avevamo parlato il 21 (la loro comunicazione è del 20 di gennaio u.s.) e, francamente spaventati, avevamo chiesto un veloce consulto a Padre Martino. Il religioso, che lo si voglia o no, di terremoti se ne intende no? «Dicono – afferma nel suo sms di risposta – che si potrebbero attivare strutture sismiche verso nord o verso sud, ma…potrebbero non attivarsi. Le due ipotesi si elidono tra di loro. Non portano nessun indizio a favore dell’una o dell’altra ipotesi».

Fatto sta che, se di paura ce n’era già in quantità industriale, nell’aera del cratere sismico, ora ce n’è di più e anche fuori dall’area diretta. Adesso si parla di crolli di dighe, si parla di Italia che si spaccherà in due (come diceva qualche geologo dopo la prima, devastante scossa di Amatrice). Previsioni apocalittiche!

L’effetto, se ancora non lo si fosse capito, è quello di genere paura, terrore, panico, solitudine. Che ci voleva dire la Commissione Grandi Rischi? Che dobbiamo evacuare le città? Che cosa dobbiamo fare? E’ come dirci, se tocchi un filo di alta tensione muori, ma se non lo tocco?

Dico io, ma come è possibile fare annunci del genere e poi lasciare tutto così come era prima? La Commissione (rinnovata dopo le vicende del 2009) identifica tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti e hanno il potenziale di produrli in futuro. Questi segmenti, localizzati rispettivamente sul proseguimento verso nord e verso sud della faglia del monte Vettore-Gorzano e sul sistema di faglie che collega le aree già colpite dagli eventi de L’ Aquila del 2009 e di Colfiorito del ’97, rappresentano «aree sorgenti di possibili nuovi terremoti.

#geologi e sismologi scendono in campo per dire la loro circa questi fenomeni. In particolare, il geologo #Mario Tozzi, più volte intervistato su tali argomenti. Secondo lui i terremoti in Italia proseguiranno ancora, e non si sa per quanto tempo. Il motivo è che il nostro Paese si sta aprendo in due parti a causa di una tensione che insiste soprattutto nella zona dell’Appennino.

Scusate eh, ma allora che stiamo a fare qui? Carichiamo le auto e ce ne dobbiamo andare in un esodo di proporzioni bibliche?

Ma poi, maledetto vizio italico, arrivano i distinguo e le precisazioni. Come qui sotto riportato da una intervista di Rai News


“Non c’è alcun pericolo imminente di un effetto Vajont”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, a proposito della situazione della diga di Campotosto (L’Aquila). “E’ importante”, ha sottolineato, “continuare a monitorare l’evoluzione sismica in quella zona, in quanto esiste un aumento della pericolosità dovuta ai movimenti della faglia”.

“Possibilità di nuove scosse” – Quanto al rischio legato all’eventuale caduta di materiali nel lago in caso di terremoto, Bertolucci ha rilevato che “non si configura la possibilità di avere onde che possano superare i dieci metri”. In ogni caso, “sarebbe pericolosissimo abbassare la guardia”, ha aggiunto. Anche perché nei giorni scorsi la Commissione Grandi rischi aveva messo in guardia dalla possibilità di nuove scosse, anche fino a magnitudo 6-7, nelle zone contigue all’ultimo terremoto…


La sostanza è sempre la stessa, non si sa cosa si deve o non si deve fare. E’ imminente? E’ una probabilità su mille? E intanto, sui social, nelle mail, nei commenti, le persone chiedono, chiedono persino gli stessi Vigli del fuoco che da mesi non mollano un attimo e che stanno sulle zone terremotate, capo chino, a lavorare notte e giorno.

A lanciare gli allarmi (magari fossero sempre ascoltati) si è capaci tutti, ma a dare soluzioni NO!

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