Accoltellamento Bastia Umbra, c’è il DNA dell’aggressore

Accoltellamento Bastia Umbra, c'è il DNA dell'aggressore
Accoltellamento Bastia Umbra, c'è il DNA dell'aggressore

Accoltellamento via San Vitale, c’è il DNA dell’aggressore

Ci sarebbero delle novità sulla vicenda dell’accoltellamento avvenuto in via San Vitale a Bastia Umbra. Le indagini ‘confermerebbero’ la presenza del DNA, in particolare i Ris avrebbero isolano il profilo dell’aggressore sia sul coltello, sia sulla via di fuga a Bastia.

Si tratterebbe di un uomo caucasico non schedato nella banca dati del Dna, acido desossiribonucleico che non appartiene al giovane indagato. Il ventenne di Assisi inizialmente finito sotto inchiesta è completamente estraneo ai fatti.

IL PM che coordina le indagini dei carabinieri ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta a suo carico Gli scienziati dei carabinieri cercano un altro uomo, colui che ha perso il sangue sul tragitto di via San Vitale dopo aver ferito il giovane bastiolo e prima di liberarsi del coltello a serramanico, trovato quattro giorni dopo l’aggressione nel giardino del Consorzio agrario.

L’uomo che si cerca potrebbe essere proprio quello ripreso dalle telecamere della Banca, mentre segue la sua vittima.

Nelle immagini si vede che indossa una maglietta a righe, ma ancora di questo è solo un fitto mistero. I fatti, lo ricordiamo, risalgono alla notte compresa tra i 16 e il 17 maggio. In quella notte, in una viuzza nei pressi della popolosa e frequentata via Veneto, un ragazzo di 32 anni fu accoltellato.

A menare in fendenti (una trentina), con un piccolo coltello, uno sconosciuto. Ipotesi tante, certezze nessuna. Regolamento di conti, sbaglio di persona o chissà che altro, ma niente di niente. Il giovane, che è da tempo tornato a casa, sta cercando, con l’aiuto di amici, genitori e parenti, di recuperare la sua vita normale.

Amava camminare ed è tornato a farlo. Sta, coraggiosamente e grazie a Dio, riappropriandosi della sicurezza di esistere. Sicurezza che quella notte sparì, quando – assalito – restò tra la vita e la morte per molti giorni e molte notti.

Grazie alla perizia dei chirurghi del Santa Maria della Misericordia e della “misericordia” di Dio, il giovane si è salvato, sta bene e sta recuperando perfettamente.

Tornando alle indagini si sa, ormai, che le impronte digitali, “impastate” dal sangue, sono “illeggibilili”. Leggibili, invece, sono i due profili dell’Acido desossiribonucleico, il Dna.

Accoltellamento via San Vitale

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