Accoltellamento a Bastia Umbra, si fa strada ipotesi errore di persona

Accoltellamento Bastia Umbra, c'è il DNA dell'aggressore
Accoltellamento Bastia Umbra, c'è il DNA dell'aggressore

del Direttore, Marcello Migliosi
BASTIA UMBRA – Non avrebbe nessuna relazione con l’accoltellamento di via San Vitale, a Bastia Umbra, il giovane indagato dalla Procura della Repubblica, come “atto dovuto”, né avrebbe tagli nella mano. Da quanto si apprende, sembra che questo giovanotto, la sera della sanguinosa aggressione (notte tra il 16 e 17 maggio scorso), sarebbe tornato a casa un po’ “su di gomito” o forse senza chiavi.  Non riuscendo, in sostanza, ad aprire la porta, né a farsela aprire da chi abita con lui, ha sferrato un cazzottone al citofono, spellandosi le nocche della mano. Mano che si sarebbe fatto medicare al pronto soccorso. Per altro, delle sue urla, riferimmo in uno dei tanti articoli scritti subito dopo il fattaccio, perché segnalate da un’anziana signora che abita nei pressi di via San Vitale.

Allora chi potrebbe aver aggredito il 31enne dalla vita, assolutamente, cristallina? Chi lo potrebbe aver aggredito, in quella drammatica notte, sferrando una ventina di coltellate? Chi lo voleva uccidere? Uno dei fendenti, lo ricordiamo, ha forato il polmone, un altro ha sfiorato il pericardio (membrana di origine mesodermica che circonda il cuore). Un’aggressione prima alle spalle e poi da davanti, colpendo con un coltello di quelli a serramanico (con de fori sulla lama), di quelli che si trovano anche sulle “bancarelle” il venerdì a Bastia Umbra. Una piccola lama, certo, ma non per questo meno pericolosa. Per arrivare al cuore basta pochissimo. Il giovane fu operato d’urgenza e salvato dai cardiochirurghi dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia.

Che, di fatto, l’indagato non c’entra niente in questa vicenda lo si potrà però solo sapere comparando le sue impronte e il suo dna (si attende l’esito dell’esame dei carabinieri del Ris di Roma) con quelli presenti sulcoltello ritrovato dai militari di Assisi in via Cesare Battisti, davanti all’ex consorzio agrario della Città.

Tante domande, quindi, che attendono risposta. Ma se le cose, invece, fossero andate diversamente? Se, proprio a causa del buio o magari della non perfetta conoscenza o di una certa somiglianza, la vittima fosse stata scambiata per un’altra persona? Chi quindi? Perché? Difficile fare ipotesi, non ci sono fonti ufficiali che confermano alcunché, ma…Bastia è , checché se ne dica, una città difficile. Nella sua storia annovera anche liti furibonde…Qualche rancore covato e che col tempo, invece di placarsi, è aumentato. Certo è, che quella di via San Vitale, è stata una “punizione”, Una vendetta che, secondo noi, ha colpito la persona sbagliata.

Chiunque sia il sanguinario aggressore, non si spera altro in città che finisca nella mani dei militari del Maggiore Marco Sivori e che sia assicurato alla giustizia e che la giustizia gli faccia scontare la pena che merita.

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