Accoltella il rivale in amore, attimi di terrore a Terni

Luogo dell'accoltellamento

Accoltellamento a TerniTERNI – Attimi di terrore, ieri sera nel pieno centro città per quello che i Carabinieri ipotizzano essere stato un gesto dettato dalla voglia di farsi giustizia da solo. Erano da poco trascorse le 20 quando un filippino di 39 anni, in compagnia della moglie è stato aggredito dalle spalle da un connazionale 35enne. La prima pugnalata alla schiena, le altre al torace quando la vittima è caduta a terra. In totale sono stati 14 i colpi inferti al 39enne. L’aggressore ha utilizzato per il tentativo di omicidio un coltello da cucino lungo 23 centimetri con lama di 13. L’aggressione è avvenuta in piazza della Repubblica sotto gli occhi sbigottiti dei tanti ternani che a quell’ora affollano la zona. E proprio l’intervento dei presenti è stato fondamentale per evitare che l’aggressore potesse portare a termine il suo tentativo di omicidio, come spiegato dal Tenente Colonnello Mariano Celi. L’aggressore è stato raggiunto e bloccato dai militari all’altezza della Chiesa di San Lorenzo, sempre nel centro della città.

Al momento del fermo l’uomo era completamente sporco di sangue. Aveva infatti tracce ematiche su mani, indumenti e scarpe. Inoltre i militari lo hanno trovato in possesso del coltello usato per colpire il suo connazionale. Arma sulla quale è stata trovata anche una sua impronta digitale sempre sporca di sangue. Dopo aver passato la notte in camera di sicurezza il 35enne è stato trasferito nel carcere di Sabbione. Per lui l’accusa è di tentato omicidio. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Elisabetta Massini. La vittima, invece si trova ricoverato all’ospedale Santa Maria di Terni dove lotta tra la vita e la morte.

Numerose le lesioni che ha riportato. I medici gli hanno asportato un rene, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al fegato e la lama del coltello da cucina gli ha anche reciso un tendine. Il movente non è ancora del tutto chiaro anche se i militari hanno riferito indiscrezioni raccolte all’interno della comunità filippina ternana secondo le quali la vittima avrebbe avuto una relazione sentimentale con la moglie dell’aggressore e che questo avrebbe agito per vendetta. Ipotesi questa che è ancora al vaglio degli inquirenti, come spiegato dal il Comandante del NORM, Tenente Mirco Marcucci

 

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