Aborto in ospedale, Azienda: “Decorso regolare”, aperta indagine interna

Il parto è stato indotto alla 21/a settimana dopo che era stata riscontrata la morte in grembo di una delle due bambine e quindi l'altra rischiava danni neurologici

Aborto in ospedale, Azienda: "Decorso regolare", aperta indagine interna

Aborto in ospedale, Azienda: “Decorso regolare”, aperta indagine interna

«Il decorso è stato regolare tanto è vero che la donna è stata dimessa in buone condizioni generali dopo tre giorni. A seguito delle rimostranze verbali fatte dalla coppia al personale sanitario, unicamente riferibili agli aspetti comunicativi e di relazione, peraltro nei confronti di una sola figura professionale, l’Azienda ospedaliera – conclude la nota – ha avviato una indagine interna al fine di accertare eventuali responsabilità e o criticità».

E’ quanto risponde il Santa Maria della Misericordia ad una coppia dell’Assisiate che ha sporto denuncia affinché siano accertate eventuali responsabilità dopo che la donna ha partorito due gemelle nel bagno della camera dell’ospedale del capoluogo umbro dove era stata ricoverata, nel reparto di ostetricia e ginecologia, per un aborto terapeutico. L’Azienda ospedaliera parla di una gravidanza “ad alto rischio” gemellare con “una unica placenta e un unico sacco amniotico”.

A seguito di alta criticità del caso – spiega il Santa Maria della Misericordia in una nota -, la donna è stata presa in carico e seguita presso gli ambulatori della Struttura complessa di ostetricia. Nel corso dell” ultimo controllo, è stata accertata la morte di uno dei due feti. Tale situazione elevava in maniera esponenziale il rischio di morbilità e mortalità dell’altro feto e poneva a rischio la salute stessa della donna. La coppia, dopo essere stata informata dal personale medico, intraprendeva la scelta di un aborto terapeutico.

Il ricovero si è svolto come previsto. L’aborto è stato indotto farmacologicamente, e tenendo in considerazione il possibile rischio emorragico, sono state predisposte adeguate scorte di sangue. L’espulsione dei feti è avvenuta mentre la donna si trovava nel bagno della stanza di degenza.

La donna è stata assistita presso la degenza, come da prassi per una migliore tutela della privacy in un momento particolarmente delicato e doloroso per la coppia. A seguito di un successivo sanguinamento, la donna è stata trasferita in sala operatoria, per la necessaria assistenza. La notizia, che è stata riportata dal Corriere dell’Umbria e poi ripresa dall’Agenzia nazionale di stampa associata, racconta che l’uomo ha dichiarato che “figlie sono nate nella padella, senza che nessuno ci stesse vicino”.

Il parto è stato indotto alla 21/a settimana dopo che era stata riscontrata la morte in grembo di una delle due bambine e quindi l’altra rischiava danni neurologici. E’ stato così disposto il ricovero per l’interruzione di gravidanza terapeutica durante il quale è avvenuto il parto in bagno. E’ stato così disposto il ricovero per l” interruzione di gravidanza terapeutica durante il quale è avvenuto il parto in bagno. Di qui la decisione della coppia di sporgere denuncia per chiedere di verificare “se l’operato dei sanitari sia stato corretto”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*