24 stalker ammoniti nel 2014, l’anno scorso erano stati 13

Molestava la sua ex convivente, ai domiciliari 35enne

PERUGIA – In crescita le richieste di aiuto inoltrate alla Questura di Perugia da parte di chi si ritiene vittima di reati persecutori. Dall’inizio dell’anno sono già state 30 le richieste pervenute; circa la metà è stata originata da segnalazioni o proposte formulate da uffici territoriali dell’Arma Carabinieri in provincia; una decina i casi proposti dagli interessati o dai loro legali direttamente in Questura , i rimanenti dai Commissariati di pubblica sicurezza. Di esse sono 24 i provvedimenti di “ammonimento” emessi dal Questore Carmelo Gugliotta, in forte crescita rispetto ai 9 registrati in tutto il 2013; le richieste archiviate o confluite in esposti o “composizioni bonarie” sono 6. E’ dal 2009 che la legge consente ai cittadini che si ritengano vittime di “stalking” di ottenere un provvedimento di ammonimento che ha come scopo quello di proteggere il perseguitato e rendere edotto il persecutore che se non cambia atteggiamento la sua condotta potrebbe condurlo di fronte al giudice penale per il reato previsto dell’art 612 bis del C.P..

Nell’agosto scorso un nuovo decreto ( 14 agosto 2013 n 93) ha inasprito le pene nei confronti dello stalker, in particolare per reati commessi dal coniuge, in ambito domestico, nonché da ex conviventi separati o comunque legati da relazioni affettive. La stessa legge ha esteso anche la possibilità al Questore, qualora ne ricorrano i presupposti, di procedere d’ufficio all’ammonimento; già quattro i casi in cui si è attivata questa procedura.

Tra tutti i casi trattati quest’ anno in tre circostanze, relative a padri con figli minori, si sono acquisite le prove che siano state poste in essere oltre che condotte persecutorie nei confronti della moglie o convivente, maltrattamenti in danno dei figli e pertanto è scattata, d’ufficio, la denuncia per maltrattamenti in famiglia ( art 572 C.P.) e una specifica segnalazione alla Procura e al Tribunale per i Minorenni. Dei 24 “ammonimenti” di quest’anno, sinora solo in 2 casi lo stalker ha continuato nella propria azione persecutoria nei confronti delle vittime; per loro è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di atti persecutori (art. 612- bis C.P.) con l’aggravante specifica di non aver cambiato condotta dopo l’ “Ammonimento”.

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