“VIA SANT’ANTONIO, LA CHIUSURA INVESTE INTERI QUARTIERI”

Perugia UniversitàPerStranieriRiceviamo e pubblichiamo:

Egregi, sono sicura che già altri si saranno inseriti in questa diciamo “polemica” ma tant’è penso sia meglio una voce in più che in meno.

Dunque il problema di cui voglio scrivere è quello della chiusura della via Sant’Antonio, problema che tocca interi quartieri: Monteluce, Piazza Grimana, Elce, Ponte D’Oddi, Porta Pesa e intere comunità: Università per Stranieri, Università di Perugia e naturalmente tanti altri. Comprendo che il fenomeno franoso in atto sia serio e preveda un cospicuo ammontare di denaro ma il disagio che provoca questa interruzione è tale e investe così tante persone che mi sarei aspettata dagli organi preposti una risposta che prevedesse il confluire di ogni risorsa finanziaria per almeno tentare di alleviare i disagi. Invece la risposta è che non ci sono fondi e finché non arriveranno da, se ho ben capito, Protezione civile, il Comune, la Provincia e la Regione non ci metteranno un euro.

Sottolineo che la via Sant’Antonio è l’accesso più diretto e che reca meno ingolfamento alle due Università di Perugia e pensare di dover fare il giro di tutta la città per fare magari 800 metri con quello che implica in sprechi e inquinamento  è davvero avvilente. Per rendersi conto di quanto affermo basta tentare di passare in via Brunamonti intorno alle 8 e alle 13 orari di ingresso e uscita dalla Scuola Ciabatti.

In questi giorni, poi, avvampa la polemica sull’opportunità di investire soldi, anche della Regione, per costruire altri alloggi per studenti. Parlo del progetto dell’Adisu di fronte a San Bevignate. La mia modesta opinione circa questa struttura è perfettamente coincidente con quella di Italia Nostra relativa allo scempio che provocherebbe alla zona e alla bellissima Chiesa, ma anche e soprattutto con quella del dott. Mearini quando afferma che il progetto era forse comprensibile negli anni intorno al 2003-2007 in cui l’Università era in espansione ma non certo ora con il drastico calo degli iscritti in atto e con il progetto “Nuova Monteluce” che, se non erro, prevede altri alloggi per studenti.

Ultima cosa: fare una passeggiata in via Fabretti, la via che porta al Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia da Piazza Grimana per rendersi conto in che stato di degrado sono certe strade, seppure molto rappresentative: e allora non è meglio investire su ripristini, bonifiche e ristrutturazioni piuttosto che su nuovo cemento??

Marina Tintori

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