VENERDI’11 MARZO LA STAGIONE DI PROSA A TODI CHIUDE CON LO SPETTACOLO “GRISU,’ GIUSEPPE E MARIA”

<p>post <a target="_blank" href="mailto:mili.wieczorek79@gmail.com">@</a> <b><span style="color: #000000;">M.Wieczorek</span></b> (UJ.com) TODI -  Venerdì 11 marzo alle ore 21.15 il palcoscenico del teatro Comunale di Todi chiuderà la Stagione di Prosa con lo spettacolo dal singolare titolo “Grisù, Giuseppe e Maria” interpretata da Nicola Pistoia e Paolo Triestino (gli affiatatissimi interpreti di Muratori), Franca Abategiovanni, Sandra Caruso e Diego Gueci. Questi i protagonisti dello straordinario affresco di <b>Gianni Clementi</b> che ci racconta, divertendoci, di un'Italia che non c'è più. Scritto da Gianni Clementi, la regia è dello stesso Nicola Pistoia che interpreterà il ruolo dello stravagante sagrestano. La trama avvincente ed emozionante è ambientata in una sagrestia di Pozzuoli, nell'Italia povera e appassionata degli anni cinquanta. Un sacerdote ed il suo strampalato sagrestano, due sorelle nei guai insieme al fascinoso farmacista del paese ci prendono per mano e ci fanno ridere, sorridere, emozionare e ci riportano ad un'Italia dove i sogni erano spesso affidati a chilometri e valigie di cartone, ad una canzone, ad una miniera lontana, ad un pallone. Anni '50: è il tempo della miseria ma anche l'inizio del risveglio. La presenza della Chiesa svolge un ruolo di riferimento importante per un popolo, duramente provato, che fa della speranza e della fede un motivo di vita.</p>
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<p>Una sagrestia di Pozzuoli è il luogo deputato al dipanarsi della storia che, come tutte le storie del nostro sud, non possono non essere intrise di ironia, passione, comicità e dramma. Due sorelle, che individuano nello sconsolato parroco del paese il naturale terminale delle loro confessioni ( più o meno indicibili), e il sagrestano d'ordinanza, segnato da una natura<b> ingenerosa</b> e destinato apparentemente ad una esistenza da comprimario… Non possono mancare in un panorama simile i "maschi", che l'immaginario collettivo nazionale ha spesso relegato, non sempre a sproposito, nel luogo comune di una virilità alla perenne ricerca di conferma. Da un lato il marito, confinato in quel di Marcinelle, negli inferi di una miniera belga affamata di carne italiana e dall'altro il “Seduttore”, in costante caccia di prede sciagurate.</p>
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<p>Il primo, <b>superbo</b> analfabeta, che si palesa solo tramite l'invio di lettere sconnesse dettate ad un'altrettanto sgrammaticato compagno di miniera ed il secondo, eminenza di paese, in quanto possessore del famoso "pezzo di carta", che cerca di approfittare del ruolo prestigioso… Tutti elementi adattissimi a gettare nella disperazione un povero parroco di paese, ostacolato nella ricerca di improbabili soluzioni dal maldestro sagrestano. Il dramma annunciato del colore nero del lutto e del carbone, non impedisce alla commedia di esaltare l'imprevedibilità e la comicità delle situazioni, per arrivare ad un finale per nulla scontato. INFO: Botteghino del Teatro Comunale di Todi in Via Mazzini: 075/8942206 Ass.to alla Cultura Comune di Todi: 075/8956700 Cell. 347/6721959 call@athanoreventi.it www.athanoreventi.it www.comune.todi.pg.it Facebook: Athanoreventi Stefanoporri</p>

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