Primi d'Italia

Una Chiesa che si piega sulle sofferenze delle persone, facendo loro compagnia

vescovo_vecchi(UJ.com3.0) TERNI – Chi è Papa Francesco? Qual è la sua storia? Che educazione ha ricevuto, come ha deciso di entrare in seminario dai Gesuiti e diventare sacerdote? E ancora, come leggere i primi passi del suo pontificato anche in vista degli sviluppi futuri? E come si spiega l’enorme ondata di simpatia che lo circonda, come pure il fatto che molte persone che avevano abbandonato la Chiesa si sono riavvicinate, colpite dalle sue parole sulla misericordia? Sono alcune delle domande alle quali ha cercato di rispondere Andrea Tornielli, vaticanista de «La Stampa», e autore della biografia «Francesco – Insieme» (Piemme, pp. 182), pubblicata in Italia prima di Pasqua e già nelle librerie di oltre venti Paesi del mondo. Un libro dedicato alla vita, alle idee e alle parole di Jorge Mario Bergoglio.

Nel corso dell’incontro che si è tenuto il 7 maggio presso la parrocchia di San Cristoforo di Terni, Tornielli, di fronte al vescovo Ernesto Vecchi e a centinaia di persone, ha tratteggiato la personalità di questo figlio di immigrati, «mite e cordiale, che ha fatto della radicalità evangelica e del messaggio della misericordia i pilastri della sua azione pastorale». Fondamentale, nel magistero del nuovo Papa e nella sua semplice e diretta predicazione, è – ha detto – «l’immagine di una Chiesa non autoreferenziale, che esce da se stessa, che va verso la gente, che cerca di “facilitare” la fede prima di “regolarla”». Una Chiesa che riverbera l’abbraccio di misericordia di Gesù e si piega sulle sofferenze delle persone, facendo loro compagnia. Una Chiesa che va nelle periferie, geografiche ed esistenziali e sa farsi prossima alle donne e agli uomini del nostro tempo.
Tornielli ha anche fatto cenno alle possibili future riforme della Curia romana, preannunciate lo scorso 13 aprile al momento della nomina del gruppo di otto cardinali consiglieri. «L’unico criterio che deve animare le decisioni su queste eventuali riforme secondo Bergoglio – ha detto il giornalista – è il bene delle anime».

Monsignor Vecchi, prima di andare in chiesa ha incontrato i bambini, ha cantato e ha fatto, nel campo da gioco dell’Oratorio una sorta di girotondo con loro, con don Semenza e con lo stesso Tornielli e ha dialogato sul problema, posto dalle domande dei bambini, dell’eternità.

Prima della relazione di Tornielli e dopo il saluto caloroso di don Franco, Monsignor Vecchi ha rivolto la sua parola alla comunità di san Cristoforo che incontrava per la prima volta. Ha poi benedetto la nuova acquasantiera di granito rosso e soprattutto la gente con la quale si è instaurata una bella corrente di simpatia.

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