Umbria mobilità, finanza e polizia a lavoro, ci sono indagati

Le ipotesi di accusa contestate sono truffa aggravata ai danni delle Stato, falso e abuso d’ufficio

Umbria mobilità, finanza e polizia a lavoro, ci sono indagati

Spuntano i nomi dei primi indagatI di Umbria Mobilità, l’azienda unica del trasporto su gomma poi ceduta nella parte di mezzi e personale a Busitalia. Da quanto appreso sarebbero 5 gli indagati, e nella mischia sarebbero coinvolti anche tre dipendenti.

Squadra mobile della questura e Nucleo della tributaria della guardia di finanza del comando provinciale sono a lavoro da ieri mattina. Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbero i contributi e i bilanci del 2015.

Acquisizioni e perquisizioni si sono svolte tra Perugia e Roma: sia nella sede di Umbria Mobilità, sia in quelli di Busitalia, e anche negli uffici della Regione in piazza Partigiani, assessorato ai trasporti, all’Istituto bancario dove è aperto il conto corrente della Tesoreria regionale e anche al Ministero dei trasporti per il carteggio. La procura vuole analizzare la documentazione intercorsa tra Ministero e Regione e capire come siano stati utilizzati i fondi ed elargiti sulla base di quali numeri.

Gli ordini di sequestro sono stati firmati dal pubblico ministero Manuela Comodi. Le ipotesi di accusa contestate sarebbero truffa aggravata ai danni delle Stato, falso e abuso d’ufficio, in particolare, la trasmissione dei dati sul trasporto all’Osservatorio del Ministero.

Intanto Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari danno il benvenuto alla Guardia di Finanza: «Fonte di esecrabili buchi finanziari, nonché di autentiche voragini cui tutti i cittadini umbri sono stati chiamati a intervenire per il risanamento dovuto alle gravissime responsabilità di pochi dirigenti. Sono anni che, dall’Umbria intera, Il Movimento 5 Stelle denuncia una mala gestio senza fine, fatta di troppi sprechi e di pericolosi, quanto antieconomici, intrecci tra un pubblico colabrodo e avidi privati. Tutto questo processo, proseguito per anni e decenni nell’indifferenza del regimetto umbro, ha comportato non solo il progressivo scadimento della qualità dei servizi per lavoratori, studenti e turisti, ma anche la devastante prevalenza della gomma sul ferro, come pure dimostra l’opaca svendita in atto della morente ex FCU a Rete Ferroviaria Italiana, controllata da FS, ultimo segnale del naufragio definitivo delle politiche trasportistiche regionali: anzi, possiamo ben dire che, 46 anni dopo la costituzione della nostra Regione, la situazione generale al riguardo sia solo peggiorata, come indica lo sfascio generale delle infrastrutture e dei relativi servizi in Umbria. Il M5S aveva già inviato alle Autorità competenti un primo esposto in merito alla gravità delle condizioni di Umbria Mobilità: per questo non possiamo che rallegrarci delle verifiche odierne in atto. E’ ora che sia fatta piena luce!»

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