Umbria, formazione continua, presentato secondo rapporto regionale

corsi_formazione893_800_800PERUGIA – In Umbria, nel biennio 2011-2012, sono circa 7mila i lavoratori, oltre metà dei quali presenti in aziende in crisi o in difficoltà, formati con gli interventi di formazione continua di Regione e Province. È uno dei dati del secondo Rapporto sulla formazione continua in Umbria, presentato stamani nel corso di un incontro nella sede dell’Agenzia Umbria Ricerche, a Perugia. Il rapporto, che fa seguito al primo pubblicato nel 2012, è stato realizzato nell’ambito delle attività dell’Osservatorio permanente sulla formazione continua, costituito a seguito dell’accordo tra Regione Umbria e parti sociali nel 2009 ed insediato presso l’Agenzia Umbria Ricerche. L’obiettivo, è stato ricordato, è quello di riportare, nel modo più completo ed integrato possibile, le diverse componenti della formazione continua realizzate in Umbria, sia sul versante di quella finanziata attraverso il Fondo sociale europeo sia su quello dei Fondi paritetici interprofessionali.

Nel contesto nazionale, la “performance” dell’Umbria è superiore, sia pur di poco, alla media: 55,6 per cento contro il 55 per cento nazionale.

Nel biennio 2011-2012, si evidenzia nel Rapporto, la programmazione della Regione Umbria in materia di politiche formative e occupazionali rivolte alle persone occupate è stata fortemente influenzata dalla presenza della crisi economica. La Regione ha concentrato l’attenzione sulle attività necessarie a contrastarne e mitigarne gli effetti sia sui lavoratori che sull’intero sistema economico e sociale umbro, anche promuovendo azioni per accrescere il capitale umano e la competitività del sistema. Accordi e strumenti hanno modificato la programmazione in particolare del Programma operativo regionale 2007-2013 del Fondo sociale europeo, indirizzando un’importante quota delle risorse finanziarie dell’Asse “Adattabilità” verso i lavoratori di aziende in crisi e beneficiarie di ammortizzatori sociali in deroga, per mantenerne e aggiornarne le competenze professionali. Per questo, gli avvisi pubblici di formazione per gli occupati, non percettori di ammortizzatori sociali in deroga, hanno subito una riduzione.

Entrando nel dettaglio, sono 265 i corsi collettivi di formazione continua conclusi nel biennio di riferimento e gestiti dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia (quelli finanziati dalla Provincia di Terni si sono conclusi nel 2010), finanziati nel periodo tra il 2008 e il 2010, i quali hanno riguardato 3340 lavoratori. Sono state erogate 6027 ore di formazione, concentrate principalmente nel 2011 (5206); in media un corso di formazione nel 2011 è durato 21,8 ore, mentre nel 2012 la durata media è stata di 30,4 ore. In prevalenza, si è trattato di corsi per l’aggiornamento in tema di salute e sicurezza del lavoro (il 20,4% del totale); seguono i corsi per l’aggiornamento di competenze in gestione e amministrazione aziendale (17 per cento) e in assistenza all’infanzia e servizi per i giovani (11,3 per cento).

I corsi o moduli formativi per i dipendenti delle imprese interessate dagli ammortizzatori sociali in deroga, con frequenza obbligatoria, sono stati circa 1900 corsi e le partecipazioni sono state circa 19000. I lavoratori coinvolti sono stati 3704. La Regione Umbria e le parti sociali, per ampliare gli interventi di politiche attive del lavoro a favore dei beneficiari degli ammortizzatori sociali, hanno ritenuto opportuno introdurre anche nuove modalità: è stata prevista, infatti, l’erogazione di voucher per la frequenza di corsi di formazione presenti nel Catalogo unico dell’offerta formativa regionale. Nel 2012 sono stati realizzati e conclusi 227 corsi; a maggio 2013 ne risultavano conclusi altri 725 finanziati nel 2012 e altri 579 ne risultavano in corso.

Complessivamente, nel periodo 2009-2013, comprendendo sia gli avvisi per la formazione che i voucher formativi, sono stati coinvolti in attività di formazione continua 6104 percettori di ammortizzatori sociali in deroga. Nel biennio di riferimento del secondo Rapporto, analizzando le fasce di età dei 3704 destinatari (provenienti dalle 1987 unità produttive coinvolte in richiesta di ammortizzatori sociali in deroga), si rileva una presenza quasi omogenea delle tre classi di età tra i 25 e 34 anni, tra i 35 e 44 anni e tra i 45 e i 54 anni, segno che la crisi ha colpito principalmente e in modo indistinto dai 25 ai 54 anni, anche se resta rilevante il dato degli over 55, con il 14,3 per cento. Dal punto di vista del genere, non si hanno forti differenze: il 52,6 per cento sono uomini. La maggior parte ha bassi titoli di studio.

Nell’ambito delle attività dei Fondi Paritetici interprofessionali, cui le imprese private possono destinare lo 0,30 per cento dei contributi versati all’Inps e che sono promossi dalle organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori, per quanto riguarda i corsi per i lavoratori occupati in posizioni non dirigenziali, considerato solo l’anno 2012, le attività formative realizzate in Umbria sono state 139, con quasi 12mila “partecipazioni”, per un finanziamento complessivo che si aggira attorno ai 5,3 milioni di euro. I potenziali partecipanti sono tra i quasi 112mila dipendenti delle oltre 11mila imprese aderenti ai Fondi. Sono quasi 700 le aziende che sicuramente hanno visto i propri lavoratori partecipare alle attività finanziate dai Fondi paritetici interprofessionali, circa 2000 quelle che hanno visto i propri dipendenti partecipare alle attività di formazione continua regionali e provinciali e “solo” 262 quelle interessate dalla cassa integrazione in deroga. Non è escluso che le stesse imprese abbiano partecipato alle due tipologie di intervento.

Dai dati, approfonditi con un’indagine diretta dell’Agenzia Umbria Ricerche e la collaborazione dei Fondi paritetici, rispetto al precedente Rapporto, emerge un aumento della intraprendenza e della capacità formativa delle imprese. Si è registrato un incremento complessivo di più di un quarto delle imprese aderenti a cui consegue un aumento di oltre il 10 per cento dei lavoratori. Una evoluzione su cui possono aver inciso diverse variabili, dall’attività di promozione sul territorio all’assetto dell’economia del territorio, ma anche la crisi economica: nei momenti del bisogno – si rileva – imprese e lavoratori cercano di “utilizzare” gli strumenti che hanno magari poco valorizzato quando le prospettive sembravano più rosee, sia sul piano dei risultati economici delle imprese sia su quello dell’occupazione.
Se si considera comunque interessante e positivo il numero delle imprese coinvolte dai Fondi paritetici, anche se si tratta del 6% delle imprese aderenti ai Fondi in Umbria, si evidenziano nel Rapporto pure dei forti limiti: a differenza degli interventi gestiti dalle amministrazioni pubbliche, tutte le imprese aderenti – si sottolinea – dovrebbero essere consapevoli di essere potenziali “beneficiarie” degli interventi promossi dalle parti sociali attraverso gli Avvisi e i Fondi. E ancor più dovrebbero essere consapevoli e pronte ad utilizzare le risorse versate all’Inps e da questo ai Fondi, quelle imprese che aderiscono ai Fondi che prevedono il “conto azienda” e quindi la possibilità di avviare in autonomia ogni anno propri progetti aziendali o, in cooperazione tra loro, progetti interaziendali di formazione.

Il secondo Rapporto sulla formazione continua in Umbria è stato realizzato da un gruppo di ricerca coordinato da Mauro Casavecchia (dell’Agenzia Umbria Ricerche), che si è avvalso dell’operato dell’esperto Franco Frigo e dei ricercatori Stefano Fanini, Enza Galluzzo ed Elisabetta Mancini.

Il Rapporto è stato dedicato a Margherita Peccati e Daniela Crispolti, le due dipendenti regionali uccise mentre erano al lavoro il 6 marzo 2013. Daniela Crispolti aveva contribuito a impostare il lavoro di analisi dell’Osservatorio nella fase di avvio e avrebbe dovuto partecipare anche a questo studio. La pubblicazione è disponibile “on line” nel sito dell’Agenzia Umbria Ricerche (www.aur-umbria.it).

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