TRAVOLGENTE CHIUSURA PER TRASIMENO BLUES: ATTESO CONCERTO DEL "CANNED HEAT"

<p>post <b>L. Pioppi </b>UJcom2.0 <b><a title="Scrivi a Luana Pioppi" href="mailto:luanapioppi@alice.it" target="_blank"><span style="color: #006699;">@</span></a> </b>(UJ.com) TRASIMENO - Travolgente chiusura del festival domenica primo agosto a Città della Pieve con il concerto evento ad ingresso gratuito dei leggendari Canned Heat: a Trasimeno Blues per la loro unica data italiana. L’attesissimo concerto dei Canned Heat si <b>svolgerà </b>in Viale Icilio Vanni alle 22.00 ma numerosi sono gli artisti che domenica inonderanno di note il meraviglioso borgo medievale. <br />Fondamentali nella storia del Rock, i Canned Heat sono stati in prima linea nel rendere popolare il Blues con successi mondiali che hanno resistito alle mode musicali come “On The Road Again”, “Goin’ Up The Country”, “Let’s Work Togheter”. Alfieri di un suono robusto fra il Boogie e il Rock Blues, hanno contribuito alla riscoperta di grandi bluesmen e collaborato tra gli altri con John Lee Hooker, Memphis Slim, Clarence Gatemouth Brown, Little Richard, John Mayall. Nel 1967 oltre all’importante partecipazione al Monterey (con Jimi Hendrix, Janis Joplin,The Who), esce il loro primo album omonimo “Canned Heat”, ricco di cover di brani di Muddy Waters, Elmore James e Willie Dixon. <br /><br />Presto diventano un elettrificante gruppo Blues Rock con la dote di interpretare e creare una versione moderna di Blues. La vera fama arriva nel 1968 con l’album “Boogie with Canned Heat” grazie ad “On the Road Again”, (un traditional degli anni '20), ipnotico inno d’epoca che scala le classifiche, <b>seguita </b>da “Going Up The Country” e “Living the Blues”, successi che si impongono subito nell’olimpo dei grandi classici e che rappresentarono per molti un punto di culmine del festival Woodstock. La loro leggenda continua e sono in tour adesso con il progetto “The Original Woodstock Reunited” che vede Dale Spalding (voce, chitarra, armonica) insieme a tre storici componenti della band fin da quei mitici anni ’60, protagonisti di quella straordinaria stagione che li ha resi famosi in tutto il mondo: il batterista Fito de la Parra, il bassista Larry Taylor ed il chitarrista Harvey Mandel continuano a conquistare fans in tutto il mondo diffondendo quel sound inconfondibile che ha fatto la storia della musica e a Città della Pieve ci faranno rivivere le emozioni della loro esperienza a Woodstock.<br /><br />L’originalissimo “Son of Dave” aprirà il concerto dei Canned Heat alle 21.00<br /> Ad aprire il concerto evento dei Canne Heat ci sarà un’insolita ed originalissima one man band, Son of Dave, a presentare l’ultimo album “Shake A Bone” (Kartel-2010), registrato e mixato da Steve Albini nel suo studio a Chicago. Un progetto di grande originalità in cui Benjamin Darvill canta, suona l’<b>armonica</b>, batte il tempo con piedi e tamburello, suona  washboard e mandolino, mette tutto in loop e finisce per dare mille forme nuove a sonorità antiche. Suoni sporchi e scarni, impennate in stile blaxploitation, decostruzioni ritmiche, schemi vocali Funk con riffs dal sapore R’n’B e atmosfere degne di New Orleans sono gli ingredienti di un suono moderno quanto mai senza tempo. <br /><br />Ex chitarrista dei Crash Test Dummies, nato in Canada ma cresciuto a Londra, Benjamin Darvill è stato folgorato sulla strada del Funk dal sacro spirito Gospel-Blues e ha scelto Son of Dave come nome d’arte della sua one man band. Canta, suona l’armonica accompagnandosi con il beat box,<b> batte</b> il tempo con piedi e tamburello, si muove fra washboard e mandolino, mette tutto in loop e finisce per dare mille forme nuove ad un suono antico. Son of Dave prende linfa dalle stesse radici dalle quali si nutriva la sua famosa band: il Blues “artigiano”, il Folk più autentico e la tradizione del cantautorato americano. Ciò che cambia radicalmente è lo spirito allegro e spensierato con cui Ben interpreta, sconvolgendolo, un retaggio musicale così importante. La modalità low-fi dei suoni sporchi e scarni, le impennate in stile blaxploitation, le decostruzioni ritmiche e un piglio quasi cabarettistico sono i termini con i quali l’artista costruisce un vocabolario assolutamente originale. <br /><br />Dopo il successo ottenuto nel 2008 con l’album “03”, il noto alchemista di generi musicali Son of Dave ritorna a marzo 2010 con un nuovo album “Shake A Bone” (Kartel-2010), registrato e mixato da Steve Albini nel suo studio a Chicago. La riuscita fusione di schemi vocali Funk con riffs dal sapore Rhythm-and-Blues, e atmosfere degne di New Orleans sono gli ingredienti che, per la quarta volta, l’alter <b>ego</b> di Benjamin Darvill “Son of Dave” ci servirà nella sua nuova geniale creazione. Le canzoni di Darvill sembrano quasi scaturire da un reale desiderio ardente di conquistare il mondo della musica dominato dalla chitarra con la sua rauca armonica, alimentate dal vocal beat-boxing e dal ritmo percussivo dei suoi piedi. L’immaginazione di Son of Dave riesce ad amalgamare tutti questi elementi in un suono moderno quanto mai senza tempo, unica reminiscenza dello stesso Son of Dave. Qualcuno dice che vedere Ben dal vivo è come ascoltare Tom Waits cantare le melodie dei Blues Brothers, per molti non significa altro che godersi Son Of Dave, il Re delle one-man-band.<br /><b><br />Gli altri appuntamenti della giornata</b><br /><br /><b>Ore 17.00 conferenza multimediale con Ernesto De Pascale</b><br />In occasione della chiusura del Festival e della mostra sulle armoniche a bocca, il Palazzo della Corgna di Città della Pieve ospiterà alle ore 17.00 la conferenza multimediale “Il soffio del diavolo, il richiamo dell’armonica Blues” a cura dell’esperto giornalista e critico musicale Ernesto <b>De Pascale </b>che racconterà attraverso immagini, musica e parole i personaggi, le storie, gli artisti, le armoniche e gli armonicisti protagonisti di un’avventura musicale lunga due secoli. <br /><br /><b>Ore 17.30 la P-Funking Band per le strade del centro storico</b><br />I Diciotto scatenati musicisti della P-Funking Band, capitanata dal trombettista Riccardo Giulietti, tornano al festival dopo l’esibizione di Passignano, per portare ancora la loro miscela esplosiva di Funky, Disco Music, Jazz, Rhythm’n’blues e Soul rivisitata in chiave marchino e arricchita da dinamiche coreografie. Uno spettacolo coinvolgente e di grande impatto in cui una frizzante energia, un ritmo trascinante e un repertorio accattivante impreziosito da arrangiamenti inusuali ed insoliti sono gli ingredienti di un groove cui è difficile resistere. Nel giro di due anni la P-Funking si è esibita in tutte le piazze più importanti d’Italia riscuotendo un <b>grandissimo </b>successo nei loro numerosi show. Dal loro esordio di due anni fa a Trasimeno Blues, dove hanno aperto il concerto di Larry Carlton e Robben Ford hanno continuato un’incessante attività concertistica  che li ha portati a suonare in numerose piazze d’Italia sempre riscuotendo un grande successo di pubblico e sorprendendo gli stessi organizzatori. Diventata ormai ospiti fissi nel cartellone di Trasimeno Blues, la P-Funking va consolidando il posto che si è conquistata nel panorama musicale internazionale tanto che anche quest’estate si è esibita in tutta Italia approdando ai  più importanti eventi musicali della penisola.<br /><br /><b>L’atteso concerto di Fabrizio Poggi &amp; Chicken Mambo alle 18.30</b><br />Fabrizio Poggi, curatore dell’interessantissima mostra sull’armonica “Il soffio dell’anima”, ospitata al Palazzo della Corgna di Città della Pieve, sarà protagonista, con la sua band dei Chicken Mambo, dell’atteso concerto pomeridiano ai Giardini della Rocca Medievale (ore 18.30). Cantante, armonicista, viaggiatore, scrittore, giornalista e premio Oscar Hohner Harmonicas, Fabrizio Poggi ha inciso tredici album, (dieci con i Chicken Mambo), di cui quattro registrati negli Stai Uniti. Ha suonato con tantissimi grandi del Blues, del Rock e della canzone d’autore tra cui Garth <b>Hudson</b>, Willie Nelson, Jerry Jeff Walker, Bob Brozman, Mitch Woods, Seth Walzer, Steve Cropper, Ponty Bone, Otis Taylor, Guy Davis, Eric Bibb. Attivo nella musica da oltre trent’anni, Fabrizio Poggi ha fondato i Chicken Mambo intorno al 1990: una Blues band con influenze Zydeco, la musica nera della Louisiana, e con una grande passione per i cantautori roots texani. <br /><br />Durante la lunga attività, la band ha raccolto entusiastici consensi e un enorme successo nei più leggendari Blues Club degli Stati Uniti anche grazie all’intenso feeling che Poggi riesce a stabilire con il pubblico. L’inconfondibile armonica di Fabrizio Poggi si può ascoltare anche in parecchi album di artisti italiani tra cui quelli di Enrico Ruggeri; e tra le tante collaborazioni da citare quelle con <b>Eugenio </b>Finardi, Gang, Luigi Grechi, De Gregori. Tra i libri pubblicati il bellissimo “Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti Blues”, che è stato molto apprezzato in tutto il mondo e di cui è andata esaurita anche la quarta edizione; e il recentissimo “Angeli perduti del Mississippi - Storie e leggende del Blues” (2010), una miscellanea di microracconti, frammenti narrativi incastrati come smalti e tasselli di un medesimo mosaico. Nel 2007 Poggi ha ricevuto  l’Hohner Harmonica Award, un’importante premio alla carriera per lo “straordinario impegno nella diffusione dell’armonica Blues”. Dopo dieci anni in cui Poggi ha attraversato momenti difficili per problemi di salute, nel 2008 perviene, con i Chicken Mambo, alla produzione di “Mercy”, uno splendido album di Spiritual-Blues, prodotto dall’Ultra Sound Records: un disco terapeutico, emozionante, lirico e poetico, che è stato eletto disco consigliato e disco italiano dell’anno dalla prestigiosa rivista Buscadero con quattro stelle e parole che lo descrivono come un disco prezioso, da assaporare nota dopo nota. <br /><br />Il degno successore di “Mercy” è “Spirit &amp; Freedom” (2010), il nuovo disco di Fabrizio Poggi &amp; Chicken Mambo che riprende e dilata le atmosfere Blues e Gospel di “Mercy”, aprendosi anche a delicate e commoventi incursioni nella musica d’autore americana di matrice Roots e Folk. Registrato negli States, il <b>disco</b> si avvale di molti ospiti, alcuni davvero prestigiosi: The Blind Boys Of Alabama, Flaco Jimenez, Garth Hudson (The Band), Charlie Musselwhite, Augie Meyers (Texas Tornados, John Hammond e Bob Dylan), Eric Bibb, Guy Davis, Billy Joe Shaver, Tish Hinojosa, Mickey Raphael (Willie Nelson band), Kevin Welch, Debbi Walton e tanti altri. Da questo album scaturisce il concerto Spirit &amp; Freedom, un’indimenticabile viaggio tra Blues, Roots, Gospel e Folk, alle radici della musica americana. La formazione vede Poggi alla voce, armonica e organetto; Gianfranco Scala alla chitarra; Roberto Re al basso; Bobby J. Sacchi alla  fisarmonica eStefano Bertolotti alla batteria.</p>

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