Trafomec Europe, M5S Tiziana Ciprini, la proprietà in cerca di soldi pubblici da mungere

“La storia all’italiana della Trafomec sta finendo nel più classico dei modi: tenerla in vita finché ci sono i soldi pubblici da mungere”- scrive in una nota la deputata del M5S Tiziana Ciprini.
“La nuova Società della Trafomec continua ad affermare che non può prendere in carico le spettanze economiche dei dipendenti licenziati e, con poca serietà, tenta di scaricare la responsabilità ai 18 giorni di presidio degli ex lavoratori, rei di aver rallentato le attività produttive.

Intanto tenta anche di scaricare i costi sociali dell’intera operazione finanziaria delle scatole cinesi sulla collettività, con la richiesta della cassa integrazione.
La sottosegretaria del Ministero del Lavoro, Franca Biondelli, nel rispondere alla mia interrogazione il 5 marzo, ha evocato “soluzioni economiche attraverso finanziamenti”.

Ebbene si potrebbe pensare che il pretesto della protesta dei dipendenti licenziati e non pagati e lo spettro della CIGO venga utilizzata dall’azienda per pressare la Regione sulla concessione di un prestito, con l’ennesimo intervento di Gepafin, al fine di scongiurare il fallimento definitivo dell’azienda.

Questi signori in capo all’azienda per 4 anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo, percependo stipendi da favola, per poi chiudere le attività industriali, licenziando 170 persone, con accordi che non hanno rispettato, disperdendo molta della forza lavoro che, per scelta o per cause di forza maggiore, è andata a lavorare per la concorrenza.

Si profila all’orizzonte la perdita secca di altri 100 posti di lavoro a Tavernelle con la chiusura dell’unico stabilimento rimasto in Umbria e con le perdita di circa 800mila euro che, con il fallimento di Trafoitalia, la società Sviluppo Valnestore, costituita dai Comuni di Panicale e Piegaro e dalla Regione Umbria, probabilmente ha già perso.

Dopo il Governo sarà il caso che intervenga anche la magistratura”- conclude la pentastellata.

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