Tracchegiani (LD): Al sindaco di Scheggino consigliamo il referendum consultivo popolare

SCHEGGINO - In merito alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal sindaco di Scheggino, circa la possibilità di unificare in un solo comune i territori di Scheggino, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco, vogliamo dire che auspichiamo che tale “unificazione” possa avvenire, in quanto le tre entità pubbliche attuali sono decisamente spropositate per amministrare un territorio con soli 1.453 abitanti. Peraltro tale unione favorirebbe la razionalizzazione dei costi degli enti pubblici, promuovendo una gestione maggiormente coordinata di un territorio, che è in gran parte montuoso e scarsamente popolato. Tuttavia, per accelerare le dinamiche di questo processo, è inutile appellarsi alla presenza o all’assenza dell’opposizione, piuttosto sarebbe necessario privilegiare metodi scarsamente utilizzati dalle nostre parti, ma molto in voga in altre realtà. Lo strumento migliore, in questo senso, dopo aver accertato la possibilità di tali operazioni secondo la legislazione vigente, è quello del referendum consultivo popolare: si tratta di un vero e proprio referendum, in cui sono chiamati a votare i cittadini residenti nei territori interessati, i quali esprimeranno la loro preferenza non solo sulla base di un “sì” o di un “no” per l’unificazione, ma a fronte di una dovuta campagna informativa circa gli effetti positivi di una tale operazione. Crediamo infatti che per questioni di una certa importanza, come questa appunto, si debba tornare a chiedere il parere della popolazione, onde evitare che la gente si trovi sempre a dover accettare operazioni imposte dall’alto. I cittadini devono essere chiamati con frequenza a pronunciarsi su questioni di pubblico interesse, onde evitare che il loro coinvolgimento nella vita politica sia limitato alle campagne elettorali comunali e che continui a crescere il risentimento della popolazione verso i politici che, anche a questi piccoli livelli, sono avvertiti sempre più come una casta chiusa ed arbitra della vita pubblica. L’istituzione di tale strumento, regolarizzato da un’apposita legislazione comunale, che potrà variare da realtà e realtà, sarà uno dei punti programmatici per le prossime competizioni amministrative del 2009 in diverse realtà, con il fine di favorire una più ampia partecipazione politica ed una più piena esplicazione dei principi di democrazia e sovranità popolare.

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