Terziario Donna Confcommercio, strumenti anti crisi alle imprenditrici

Dopo il Molise, l’Umbria è la regione italiana con la più alta incidenza di imprese a titolarità femminile: 26.973 nel 2013, pari al 33,4% del totale (elaborazione Censis su dati Infocamere-StockView), con un diminuzione dell’1,9% rispetto al 2009. L’effetto combinato delle diverse dinamiche ha determinato una crescita seppur lieve del livello di femminilizzazione della nostra imprenditoria negli anni della crisi, perché la componente femminile ha resistito meglio alle difficoltà degli ultimi anni. E il settore più virtuoso si conferma il terziario: a livello nazionale la quota di donne imprenditrici dal 2009 ad oggi è infatti rimasta praticamente invariata (-0,3% contro il -10,7% dell’agricoltura e il -9,5% dell’industria) mentre cresce dal 66,6% al 69% il suo peso sul totale dell’economia.  Per quanto il terziario abbia dato, nelle sue molteplici articolazioni, prova di maggiore tenuta, non sono mancate e non mancano le situazioni di forte difficoltà. E proprio per aiutare ad affrontarle Terziario Donna Confcommercio della provincia di Perugia, in collaborazione con Terziario Donna nazionale ha promosso alcuni momenti formativi sul tema “Donne e Governance”.
Dopo avere affrontato – a novembre – l’argomento della leadership e del successo aziendale, 24 donne imprenditrici del terziario di tutta la provincia e con diverse tipologie di attività hanno vissuto in questi giorni una full immersion di due giorni sul tema “Dalle strategie vincenti in periodo di crisi al CRM”, sotto la guida del consulente aziendale Lino Barbasso, che anche in questa occasione ha riscosso un notevole successo, grazie ai molti suggerimenti pratici da attuare subito in azienda.

“L’obiettivo di questi momenti di formazione, che possiamo dire di avere pienamente raggiunto – spiega la presidente di Terziario Donna Confcommercio Nela Turkovic Giulietti – è quello di offrire un valido supporto alle imprenditrici umbre in un momento difficile della nostra economia, di trasmettere adeguati strumenti di “resistenza”, di infondere “forza” ed “energia” nel segno della positività, di aiutare a trasformare la crisi in opportunità. La capacità che in questo momento le donne hanno tirato fuori di mettersi in discussione, di ripensare il modo stesso di fare impresa, gioca un ruolo non secondario nel determinare la loro tenuta. E questo è un valore per tutta l’economia umbra”.

Le donne mostrano non a caso una maggiore vivacità degli uomini anche nella creazione di start up, soprattutto in quei settori che da sempre rappresentano un ambito privilegiato delle loro vocazioni, servizi in primis. L’attività terziaria costituisce la scelta principale per le donne che decidono di avviare un’impresa (sceglie questo settore il 76% delle nuove imprenditrici) e ancora di più lo è tra le giovani e giovanissime: ben l’82,3% delle nuove imprenditrici con meno di 30 anni sceglie i servizi per l’avvio di una nuova attività, e stessa preferenza esprime il 78,2% di quante hanno tra i 30 e 50 anni.

Le neo imprenditrici che hanno deciso di affacciarsi sul mercato in tempi cosi difficili, mettendosi in gioco a 360 gradi nella vita e nel lavoro, per il 58,6% (ma nei servizi la percentuale è del 60,3%) hanno tra i 30 e 50 anni, appartengono ovvero a quell’età intermedia su cui la crisi può avere avuto un peso significativo nel ridefinire progetti di vita e di lavoro, determinando magari il passaggio da lavori alle dipendenze sempre meno stabili, all’attività in proprio.

“Questo fatto – conclude la presidente di Terziario Donna – rende tanto più necessaria una sistematica attività di formazione che aiuti le tante donne che fanno impresa a compiere i passi giusti e ad avere gli strumenti e le competenze necessari per gestirla al meglio”.

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