Teho Teardo dà il via allo Young Jazz Festival 2015 a Foligno, si comincia allo Zut

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FOLIGNO – Young Jazz Festival anche con gli appuntamenti di domani, venerdì 22 maggio, continua a percorrere il sentiero della ricerca, innovazione e contaminazione, per allargare ancora orizzonti musicali ed artistici. Importanti artisti italiani ed internazionali si esibiranno infatti in diverse location della città di Foligno. Qualità assicurata allo Zut, dalle 21.30, grazie a Teho Teardo – uno degli artisti italiani di maggior rilevanza internazionale, noto sia per le colonne sonore di film quali “L’amico di famiglia”, “La ragazza del lago” e il “Divo”, che per collaborazioni illustri – che presenterà il progetto “La retour à la raison”con l’esecuzione dal vivo delle tre colonne sonore originali composte dal musicista per i film di Man Ray. Dal vivo Teardo (chitarre ed elettronica) sarà accompagnato da Stefano Azzolina alla viola e Vanessa Cremaschi al violino, mentre sullo schermo scorreranno le immagini dei suggestivi film d’arte creati dal pittore, fotografo e regista statunitense, esponente del Dadaismo, morto nel 1976 a Parigi. Il concerto prevede anche la partecipazione, a partire dal finale dell’ultimo corto, “L’étoile de mer”, di una vera e propria orchestra di chitarristi (“reclutati” in loco e in numero variabile a seconda degli spazi), che eseguirà in un crescendo dal forte impatto emotivo una composizione in C# minore.

Il concerto di Teardo è realizzato in collaborazione con l’associazione Black Sheep (la serata sarà anche l’occasione per salutare – con un addio o forse con un arrivederci – l’associazione culturale folignate che, dopo sette anni di attività e un’esperienza ultradecennale nell’organizzazione di eventi musicali, si trova a prendere una pausa di riflessione).

Prima di Teardo, sempre nella sala dello spazio Zut, una delle realtà più attive nella realtà cittadina con un’offerta culturale a trecentosessanta gradi, ci sarà la pianista giapponesePak Yan Lau, dall’improvvisazione libera e dal sound “noise”. In piano solo la sua musica spazia tra differenti orizzonti, sempre focalizzata sull’improvvisazione, tirando fuori lo straordinario dall’ordinario, creaando un mini-mosaico di suoni in chiave poetica esplorando il vasto spettro delle possibilità sonore.

La pianista giapponese sarà impegnata anche con la band Going che invece si esibirà in piazza del Grano dalle ore 23. Insieme a lei, anche Giovanni Di Domenico (fender rhodes, elettronica), João Lobo (batteria), Mathieu Calleja (percussioni, elettronica). La musica dei Going impressiona per la sua capacità di raggiungere potenze inaudite, senza mai cadere nella violenza di tastiere schiacciate e maltrattate, nell’esplosione di suoni elettronici o in ritmi spinti ai loro limiti.

Ancora a piazza del Grano, ma alle 18.30, è atteso anche l’eclettico chitarrista napoletano Marcello Giannini con il progetto “Frammenti”, suo primo disco da solista per l’etichetta Auand. Al suo fianco ci saranno Ron Grieco, Marco Castaldo, Jack D’Amico e Salvatore Rainone.

Dalle ore 20, invece, in via Gramsci la piccola brass band dal grande suono che risponde al nome de L’Orchestrino sarà protagonista di uno street-set. Una formazione creativa che si muove con la stessa facilità dal jazz di New Orleans all’improvvisazione libera, che padroneggia col medesimo rigore storico sia blues Ellingtoniani che ritmi afro-cubani. Divertimento assicurato con la parata lungo le vie cittadine.

La conclusione sarà a mezzanotte, allo Zut, con il live-set del Beppe Scardino Trio. Il sassofonista baritono Beppe Scardino si confronta con una delle formazioni classiche del jazz: il trio senza strumento armonico. Per farlo si affida ad una sezione ritmica di spessore: Gabriele Evangelista al contrabbasso ed Andrea Melani alla batteria.

La giornata, inoltre, prenderà il via dalle ore 17 al Multiverso Coworking con la presentazione e conferenza multimediale del libro “Il tempo di un altro disco” di Fabio Ciminiera, redattore di Jazz Convention. “Il tempo di un altro disco” è un racconto autobiografico in musica e nasce dall’unione di due anime: il Record Store Tale, reading realizzato in occasione del Record Store Day 2013, e un saggio sul mercato discografico. Tra i due “solchi”, si inseriscono testi scritti appositamente per il libro senza abbandonare il tono divertito che caratterizzava il reading.

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