SISTEMA AGRITURISTICO, LA GIUNTA PREADOTTA IL NUOVO DISEGNO DI LEGGE

Tavolo verde su Psr 2007-2013 e 2014-2020
Tavolo verde su Psr 2007-2013 e 2014-2020

cecchini-fernanda“Per lo sviluppo del sistema agrituristico umbro, l’Umbria si doterà di una nuova disciplina regionale che tiene conto dell’evoluzione del settore nell’ultimo decennio, trattando in modo organico le principali attività realizzabili, con norme chiare e semplificate e con la novità dell’agricoltura sociale”. E’ quanto ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini, rendendo noto che la Giunta regionale, su sua proposta ha preadottato il disegno di legge in materia di “Agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale”.

Entrando nel merito del disegno di legge Cecchini ha evidenziato che per quanto concerne l’agriturismo, partendo dalla legge regionale n. 28/1997  “Disciplina delle attività agrituristiche” e successive modifiche, si è andati ad una revisione della normativa vigente relativamente agli aspetti urbanistico, amministrativo e igienico-sanitario.

“Tutto ciò  – ha aggiunto – nel quadro di un deciso snellimento delle procedure che prevede, tra l’altro,  semplificazioni per l’avvio dell’attività agrituristica, in precedenza subordinata al rilascio dell’autorizzazione comunale”.

Il provvedimento, già oggetto di un primo confronto con i soggetti interessati, seguirà ora la fase formale di partecipazione nell’ambito del Tavolo tematico dell’Alleanza per lo sviluppo “Valorizzazione della risorsa Umbria” e del “Cal”,  il Consiglio delle autonomie locali, prima di tornare in Giunta per l’adozione definitiva e l’invio al Consiglio regionale.

Quanto al tetto massimo per l’attività, “si è optato per fissare il limite di ricettività agrituristica sulla base di un concetto di prevalenza delle attività agricole su quelle agrituristiche. A fronte di questo, verranno concordate con i servizi competenti in materia di turismo le tabelle tempo-lavoro che saranno approvate nel regolamento attuativo”.

Per quanto riguarda la quantità dei prodotti aziendali nella somministrazione dei pasti, il disegno di legge, “recependo i principi della legge nazionale – ha spiegato l’assessore – fissa il limite in almeno il 30 per cento di prodotto aziendale nell’ambito di un 85 per cento complessivo di prodotti regionali

tipici. L’attuale legge regionale fissa il limite nel 67% di prodotti propri o regionali indistintamente”.

Relativamente alle piscine, è stato inserito un tetto di trenta posti relativamente alle strutture che possono beneficiare della deroga, allargata a tutte le attività ricettive.

Il sistema di controllo “si allinea a quanto previsto per il settore turistico con la possibilità che la Giunta regionale  possa stipulare accordi di programma con organismi nazionali di

controllo per specifiche esigenze”.

Norme chiare anche per l’utilizzo di strutture agrituristiche da parte di soggetti che non sono ospiti. “Questi ultimi – ha precisato Cecchini – possono usufruire delle strutture agrituristiche, dietro corrispettivo, solo quando le attività proposte siano in connessione con le risorse agricole dell’azienda”.

Come attività connessa, “viene data la possibilità di vendere prodotti aziendali o provenienti da altre aziende agricole. L’azienda agricola che esercita attività agrituristiche non può esercitare altre tipologie di ospitalità e di ristorazione di carattere commerciale o a questo assimilabile”.

In materia di fattorie didattiche, si è provveduto ad un aggiornamento della precedente legge regionale n. 13/05. “Si tratta sempre di un’attività connessa all’agricoltura – ha continuato l’assessore – che prevede l’ospitalità nelle aziende agricole al fine di promuovere la conoscenza del territorio rurale, dell’agricoltura e dei suoi prodotti ed in generale del legame esistente fra alimentazione e patrimonio storico-culturale. Viene poi introdotta la novità delle fattorie sociali – ha aggiunto – In maniera sinergica, diamo così risposta da una parte a un’esigenza di welfare diffuso e dall’altra a

individuare ulteriori possibilità di incremento dei redditi agricoli”.

“Siamo convinti che la nuova disciplina regionale accompagnerà e darà nuovo impulso allo sviluppo all’agriturismo umbro – ha concluso l’assessore Cecchini – integrandolo nel sistema turistico regionale, con opportunità di lavoro e reddito per le nostre aziende agricole che investono per diversificare le proprie attività e concorrono alla promozione e alla valorizzazione dell’Umbria, cuore verde d’Italia non solo per slogan”.

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