Sindaci sceriffi”: l’Anci va agli Stati Generali

(UJ.com) TERNI <!–webbot bot="Timestamp" S-Type="EDITED" S-Format="%d/%m/%Y" startspan –>08/08/2008<!–webbot bot="Timestamp" endspan i-checksum="12636" –> “I nuovi provvedimenti governativi sulla sicurezza provocano un’alterazione dell’equilibrio dei poteri tra gli apparati dello Stato, con una delega ai Comuni di una quota di quel monopolio nell’uso della forza che compete per sua natura, nell’ordinamento italiano, allo Stato centrale. Tale alterazione avviene con lo strumento del decreto che non va nemmeno al vaglio del Parlamento. Questo impone alle Istituzioni locali un profondo ripensamento del proprio ruolo ed un confronto con gli organi che rappresentano territorialmente il Governo centrale. Per tale ragione, come Anci regionale, convocheremo il 10 settembre prossimo l’assemblea regionale dei 92 sindaci umbri per un’esame delle nuove nornative e dello loro modalità di attuazione. Subito dopo, nello stesso mese di settembre, mi pare necessario procedere alla convocazione di un vasto momento di confronto tra le Municipalità ed i diversi organi della sicurezza, Prefetture in testa, per far sì che venga rinsaldato e non compromesso l’ottimo rapporto di collaborazione interistituzionale ed interforze che funziona in Umbria grazie ai Protocolli cittadini e provinciali per la sicurezza e l’accoglienza”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’ANCI regionale Paolo Raffaelli, Sindaco di Terni, a margine della manifestazione nazionale di Assisi per l’autonomia del Tibet, sostenuta dalla stessa Anci ed a cui hanno partecipato molte delle Municipalità umbre. “Il nuovo quadro normativo – ha precisato Raffaelli - non incontra da parte nostra alcuna ostilità preconcetta: riteniamo tuttavia che vadano evitate improvvisazioni e ‘derive creative’ come quelle che lo stesso Ministro Maroni sembra inopinatamente prefigurare. Il sistema nazionale della sicurezza in Italia è particolarmente complesso e non credo che possano applicate indiscriminatamente modalità di intervento che forse – non ne sono certo – possono avere un senso in alcune aree del settentrione o in alcune altre aree metropolitane, ma che hanno poco a che vedere con i particolari caratteri delle problematiche della sicurezza e dell’ordine pubblico in Umbria. Per questo il coordinamento con le Prefetture è indispensabile e vanno evitate in ogni modo tutte le forme di impropria competizione o di scarico delle responsabilità. C’è poi il problema non secondario del taglio delle risorse, sia nei confronti dei Comuni che delle forze di Polizia, che è in stridente contrasto con le ambizioni di queste nuove normative e che non è nemmeno lontanamente compensato dai 100 milioni di euro di stanziamento annunciati dal Ministro dell’Interno”.

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