Sereni su crisi Merloni

Sulla crisi Merloni il Governo ha purtroppo confermato la preoccupazione espressa nelle ultime settimane e negli ultimi mesi dalle  istituzioni, dai sindacati e dalle comunità locali dei territori interessati” è quanto afferma in una nota l’on. Marina Sereni, Vicepresidente del gruppo PD alla Camera dei deputati e prima firmataria di un’interpellanza urgente presentata nei giorni scorsi insieme ad altri parlamentari del Partito Democratico.<br />“Il sottosegretario Davico, delegato dal Governo a rispondere, pur citando l’impegno dell’Azienda di voler trovare una soluzione alle problematiche produttive e occupazionali e pur annunciando l’intenzione del  Ministero dello sviluppo economico di  convocare a breve un incontro per l'analisi del nuovo piano industriale che verrà presentato dall'Azienda entro la fine di luglio, ha ribadito infatti che i lavoratori coinvolti da interventi ristrutturativi importanti su macchinari e processi produttivi potrebbero essere 600 negli stabilimenti di Fabriano e 500 in quello di Nocera Umbra per un totale di 1.100 unità. Sono numeri importanti. Stiamo parlando - aggiunge Sereni - di lavoratori cui corrispondono famiglie nonché di un'impresa intorno alla quale ruotano altre piccole e piccolissime imprese dell'indotto. Stiamo quindi parlando di una possibile, anzi molto probabile, crisi occupazionale assai seria dai riflessi allarmanti per migliaia di persone e per le condizioni complessive di una vastissima area del territorio delle due regioni. Si tratta di una situazione emblematica. Molte aziende manifatturiere italiane si sono ristrutturate negli ultimi anni e hanno saputo affrontare la globalizzazione, altre hanno commesso degli errori sottovalutandone gli effetti  sulla nostra economia e sul nostro sistema imprenditoriale e ora rischiano di far pagare i loro errori e le loro sottovalutazioni ai lavoratori e alle comunità in cui tali lavoratori vivono. Con l’interpellanza chiedevamo al Governo di farci conoscere quali informazioni avesse assunto sulla crisi e cosa intendesse fare per rassicurare le comunità locali interessate e per seguire da vicino l’intera vicenda. Ora, a maggior ragione dopo che il Governo ci ha confermato il quadro allarmante che ha portato in questi mesi alla mobilitazione di istituzioni e lavoratori, abbiamo chiesto all’esecutivo di non lasciare che sia l'azienda, da sola, e le parti sociali, da sole, ad affrontare la crisi e di istituire al più presto un Tavolo nazionale che possa seguirne da vicino l’evoluzione”.

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