Segretario generale della Cei, monsignor Galantino, ad Assisi per il convegno Cresu

“In Cristo il nuovo Umanesimo – In cammino con il mondo della Scuola verso il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015”, è il tema del ciclo di formazione annuale promosso dalla Commissione regionale per l’educazione, la scuola e l’Università (Cresu) della Conferenza episcopale umbra (Ceu) in Santa Maria degli Angeli di Assisi, presso l’Hotel Cenacolo.

L’ultimo incontro si terrà venerdì 27 marzo, alle ore 16.30, con la relazione del segretario generale della Cei mons. Nunzio Galantino, sul tema: “Umano-disumano-postumano. Quale umanesimo per il nostro tempo?”. Il richiamo è diretto al tema dell’atteso Convegno ecclesiale nazionale: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

I precedenti incontri del Convegno, rivolto a dirigenti, insegnanti, genitori, studenti, sacerdoti, religiosi, organizzati dalla Cresu presieduta dall’arcivescovo mons. Domenico Sorrentino, vice presidente della Ceu, e coordinata dalla prof.ssa Annarita Caponera, hanno visto la partecipazione di padre Paolo Benanti (27 febbraio) e del dott. Alvaro Paolacci (13 marzo).

Nel primo incontro era emersa la consapevolezza di far uscire l’Adamo digitale che abita un mondo cifrato dal suo spazio ristretto per mostrargli un orizzonte più ampio. Cosa accade se non si riesce a compiere questa e-ducazione? Questa è la domanda per leggere l’intervento del dottor Alvaro Paolacci nel secondo incontro; senza l’azione educativa si prospetta il rischio di una deriva preoccupante: da un uomo che riesce a comprendere ludicamente il mondo digitale, giocando con sapiente equilibrio le possibilità che gli vengono offerte – homo ludens – si può arrivare ad un uomo condannato come un moderno Sisifo a percorrere ossessivamente la stessa strada – ludopatie – .

Le ludopatie connesse al mondo digitale e al gioco d’azzardo (on e off line) hanno creato una nuova categoria esistenziale: oltre a parlare di adolescente e adulto si parla ora di adultescente, ovvero un adulto che vive come un adolescente.

Paolacci, parlando di questo novello Sisifo, ha tracciato il ritratto di un uomo senza attese, chiuso in una rapidità di uso che lo spinge a pretendere compulsivamente tutto e subito; è un uomo senza memoria, ipnotizzato dallo strumento che dovrebbe usare; è un uomo senza libertà, sempre connesso e intrecciato da una rete che lo priva di relazioni reali; è un uomo senza dolore, sempre alla ricerca di una strategia in grado di evitare il dolore, la sofferenza e guadagnare un ben-essere che viene spesso confuso con un ben-avere.

Ecco dunque che l’uomo e il suo mondo relazionale richiamano non solo la necessità di un pensiero in grado di far emergere la bellezza e la pienezza in esso nascosta, ma anche la capacità critica di affrontare con il dovuto discernimento le derive che lo deturpano in modo disumano che pretende di superare l’uomo sottomettendolo ad una sorta di idolatria dei tempi che corrono. Proprio di questo complesso orizzonte parlerà mons. Nunzio Galantino il 27 marzo, alle ore 16.30.

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